I sacerdoti della menzogna nascondono ancora la verità
trascinando gli umani destini nel baratro della rovina.
Parlo per chi non conosce perché non ha ancora avuto
l'opportunità di vedere, ma anche per chi sa e si copre
gli occhi per non vedere, parlo per ricordare il tempo
che scorre nell'immobilità dell'indifferenza, un tempo che
fagocita se stesso nel precludere gli spazi dell'azione.
Nel cuore dell'uomo è nascosta la Luce della sua essenza,
il mentitore, mai distratto nella sua opera, gioca sulla mente
che ricopre di spessi ed oscuri veli il sentire del cuore.
Il vento si leva padrone, con forza e vigore, offre l'opportunità
di sollevare e stracciare quei veli portandoli con se, come
inutili foglie ormai morte e non più parte di un albero che
desidera solo crescere con gli occhi bene aperti, incurante
della polvere che inevitabilmente risiede nel vento.
Ognuno scopre la sua battaglia,
che non è un sentimento di guerra,
è l'accettazione del dolore che stracciare il velo comporta,
le ferite del cuore potranno sanguinare,
a volte profonde e dolorose,
solo la Luce e l'Amore che da esse si genera sapranno curarle,
lenirne il profondo dolore che libera l'Essenza
dalla sua prigione corporea.
Il vento è Divino e la scelta è lasciare che compia l'opera
per cui è nato, perché non è dolore ma crescita.
Crescita nell'Uomo che liberamente compie il passo che
lo separa dalla sua vera natura lasciando che si rifletta
sul mondo senza i vincoli indotti da chi non vuole che
quella Luce si diffonda libera nell'universo intero.
ac 11.02.07
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