COMMENTI
10 aprile 2009
assenza
03 aprile 2009
camminerò nel vento
io camminerò nel ventoverso i monti della Luce
anche l'amico lupo si è
fermato al limite del bosco
sento il suo lamento
nel lasciarmi andare via
ma ...
io camminerò nel vento
il sole brucia la mia pelle
la sabbia la ferisce
la sete mi è compagna
e la fatica cerca di distrarmi
ma ...
io camminerò nel vento
le ombre creano il pianto
intorno a me il dolore
calpesto aguzze pietre
nel buio della notte
ma ...
io camminerò nel vento
camminerò a consumare il tempo
camminerò a consumar la vita
camminerò e camminerò
si ...
io camminerò nel vento
29 marzo 2009
ac 28.03.09
corre veloce sui binari del futuro
non si fermerà ad aspettare chi
incredulo resterà immobile
a guardare il suo passaggio
anime evolute che distratte
camminate nella vita di un corpo
aprite il cuore e guardate la sua
capacità di prevalere sulla mente
lasciate sia esso a condurvi sui
sentieri coperti di petali di rose
che conducono alla Luce del Padre
non è ciò che fai ... ma ciò che Sei
è la vera immagine del tuo cammino
non permettere ad una mente distratta
di deviarne il percorso
hai cercato la tua vita, l'hai voluta
e l'hai voluta in questo tempo
non lasciare ora che il tempo ne faccia
scempio, in molti avrebbero voluto
esser qui e non han potuto
cogli il privilegio e l'opportunità
che l'Universo ti offre.
il Padre attende che i suoi figli
tornino a casa, perchè perdersi
lungo il cammino ?
ac
:::
07 marzo 2009
Rumì
28 febbraio 2009
.... Il gioco della vita
Il gioco della vita si perpetua nel tempo
alte nuvole piangono su terreni incolti
il Tempio cede le sue pietre
non c'è più traccia di attenzione sulla Via
una via che si lastrica d'infamia
striduli suoni lacerano il buio del silenzio
lame di luce inseguono un uomo che corre
non ha più meta
rincorre se stesso e non sa più ritrovarsi.
a
...
20 febbraio 2009
non fermarti, attraversa il deserto
Ti fa capire che tu sei l'unica persona su cui puoi contare, ma anche la persona più importante per te stesso, e se guardi bene scoprirai che quel deserto lo devi attraversare tutto, perché non c'è altro mezzo per uscirne, molte volte troverai il guardiano della soglia, quel te stesso che sempre cercherà di impedirtelo.
Non sono altri o la vita che non ti permettono di procedere, certo può capitare di imbattersi in carovane che girano in tondo e non escono mai, ma sempre tua è la scelta di farne parte o di delegar loro il tuo cammino, nessuno percorrerà i tuoi passi per te, nessuno subirà l'ingiuria per te, il tempo e la sabbia corrodono le scarpe del viandante, non restare a piedi nudi inutilmente e se la meta pare irraggiungibile tu cammina, è l'unico mezzo che hai per sapere se l'apparenza è reale o è uno dei tanti miraggi che popolano questo luogo.
Ti hai scelto di affrontare questo percorso, non fermarti alla prima oasi, è solo un punto di ristoro in questo lungo cammino, un posto dove passare la notte e comprendere che non c'è solo una distesa infinita di sabbia rovente.
Non è importante sapere cosa c'è alla fine del deserto, ma avere sempre la forza e la fede di camminare per uscirne, passo dopo passo, vita dopo vita, l'anima prende consapevolezza della sua forza e della sua natura.
La frescura della notte è accattivante e dopo ogni notte c'è un nuovo giorno, non fermarti per aspettar la notte, cammina e sarà ancora la notte a ritrovarti lungo il sentiero, e ristorarti dalla calura del tuo faticoso giorno, non cercare gli spiriti della notte e non temerli, lascia che passino e vadano per la loro via, se ti fermi con loro non potrai riposare e il tuo cammino nel nuovo giorno sarà sempre più faticoso e difficile.
Lascia che il vento cancelli il tuo sudore e se trasporta qualche fastidioso granello di sabbia. tu ringrazialo per la frescura che sa donarti, perché la sabbia, senza sudore, cadrà dal tuo viso senza sforzo o fastidio.
ac
05 febbraio 2009
l’Agenda di Mère
3 agosto 1963
La Materia fisica, la sostanza fisica, questa coscienza assolutamente elementare insita nella sostanza fisica, è stata cosa maltrattata (fin da quando l’uomo esiste sulla terra, suppongo, dato che prima non aveva probabilmente abbastanza coscienza di sé per accorgersi di un simile maltrattamento: la Materia non era abbastanza cosciente, suppongo, da poter distinguere fra stato normale di pace e condizioni sfavorevoli; comunque è da un bel pezzo che va avanti in questo modo), ma così maltrattata che le è davvero difficile credere che possa andare altrimenti. E soprattutto un’aspirazione: l’aspirazione a una pace LUMINOSA, a qualcosa di ben diverso dalla pace oscura dell’Incoscienza (che la Materia non ama, non so se l’abbia mai amata, comunque non l’ama più). Aspira a una pace luminosa; non a una coscienza piena di cose, no: semplicemente a una coscienza di pace, piena di pace, di tranquillità, di luce — ecco quello che vuole. E al tempo stesso ha una certa difficoltà a credere che sia possibile. L’esperienza che ho è questa: [la coscienza nella sostanza fisica] ha sperimentato molto concretamente e tangibilmente l’intervento del Potere supremo, della Luce suprema e della Bontà suprema — e ogni volta prova un nuovo senso di meraviglia — e in questo senso di meraviglia vedo qualcosa come: «Ma davvero è possibile?».
Sai, mi fa l’effetto di un cane tanto bastonato che si aspetta soltanto altre bastonate.
E’ triste. — Eppure le prove si accumulano. Se la fede e la fiducia potessero radicarsi in modo stabile la difficoltà probabilmente sarebbe superata.
(silenzio)
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note:
l’Agenda di Mère
1951 -- 1973
13 volumi, 6.000 pagine:
nell’arco di due decenni, in un linguaggio discorsivo
che usa vecchie parole (ma a volte nuovissime)
per esprimere minimi, vertiginosi mutamenti,
la viva voce di Mère racconta a Satprem, il suo testimone,
una miriade di esperienze, un’esplorazione nella coscienza
delle cellule del corpo.
Assistiamo così alla scoperta di una mente cellulare
capace di ri-formare la condizione della materia
umana e le leggi della specie:
come un tempo i primi balbettii della mente pensante
avevano trasformato le condizioni di una specie antropoide.
Un documento di evoluzione sperimentale,
un interrogativo sul nostro futuro:
dobbiamo rassegnarci all’angusta condizione umana
che ovunque va facendosi sempre più invivibile,
oppure può esserci un modo di vivere l’impensabile,
di passare a una “prossima specie”?
Non siamo alla fine di una civiltà, ma alla fine di un
ciclo evolutivo, ha detto Sri Aurobindo.
"Il vero problema del nostro tempo è forse quello
di trovare in noi ciò che può sopravvivere."
(ndr) Sri Aurobindo ha lasciato il corpo nel 1951
31 gennaio 2009
Meccanismi
Il pianeta sta lavorando per la sua evoluzione e questo lo porta ad elevare la sua vibrazione, qualcuno lo definisce "salto dimensionale" in quanto il cambio delle vibrazioni lo porteranno a salire verso una dimensione energeticamente più sottile.
Questo fa pensare che non essendo un automatismo, ma frutto di un lavoro, tutto ciò che vive e popola il pianeta dovrà adeguarsi a sua volta con il proprio lavoro interiore.
Chiaramente non è un obbligo ma una scelta che potrebbe evitare di permanere ancora per altre vite nella vibrazione precedente.
L'eventualità che in molti si attardino sul cammino e rimandino il cambiamento, in funzione della legge di causa/effetto, crea le condizioni che accelerano gli eventi, in quanto la divisione energetica non permetterà per lungo tempo di ritrovare gli interlocutori energetici del nostro cammino personale.
In effetti nel computo temporale dell'anima non cambia nulla, l'anima non vive in funzione del tempo, ma sul piano pratico e materiale resta tutto accelerato dovendo realizzare quello che non potrà essere realizzato nelle future vite ma che il nostro interagire, ha comunque creato in precedenza e deve essere esaurito in questo tempo in cui è ancora possibile relazionarsi sullo stesso piano vibrazionale.
Un meccanismo funzionale relativamente semplice anche se i suoi effetti sono fortemente invasivi nella materia e nell'ambito delle relazioni in generale, comprendere questo aspetto può aiutarci a comprendere meglio ed anche accettare con maggior facilità quanto accade a noi e intorno a noi, considerando che il nostro cambiare interiormente, influisce e cambia anche il nostro ambiente.
ac
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26 gennaio 2009
Aspetti & dispetti di una vita in salita.

C'è una cosa della quale non sempre teniamo una giusta considerazione, quella che si può definire semplicisticamente "l'opera del maligno"
Generalmente un po in tutte le culture si tende ad identificarlo in una entità definita, senza considerare tutte quelle forme di energia varia che a lui si ispirano, o più semplicemente, portano un segno negativo e si catalizzano per similitudine, creando ambienti energetici dello stesso segno.
Inevitabilmente questo porta un contrasto rilevante verso quelle forze che tendono a dirigersi in senso positivo, fa parte degli equilibri cosmici.
La motivazione di per sé non impedisce di vivere con grande sofferenza la situazione sul piano umano essendo esso per sua natura dualistico.
Pur essendo una forbice divergente, ogni azione che tende ad elevare una direzione inevitabilmente eleva anche l'altra, andando ad alimentare sempre di più un conflitto interno già presente.
Appare chiaro che un meccanismo di questo tipo che va ad innestarsi in una situazione di grande cambiamento e di per sé poco chiara, non può far altro che aumentare il disagio, anche di chi comunque conosce il meccanismo, diventando tragico per chi non lo conosce.
Il caos rischia di esserne la diretta conseguenza a tutto benefìcio di quelle forze catalizzate che si oppongono all'evoluzione dell'essere umano in presenza della quale perderebbero forza e potere, non essendo più alimentate.
Tutto questo deve farci pensare, specie nell'analisi dei nostri momenti di sconforto, non per trovare una giustificazione o un alibi, ma per vedere un'esortazione a non cedere alle lusinghe di chi non vuole vederci procedere sul nostro sentiero, un potente invito a non indietreggiare di un solo passo, il deserto deve essere attraversato tutto, fino alla sua fine, con forza e determinazione. Perdersi in esso significa vagare ancora per molti secoli su questo pianeta, magari anche in tempi di nuovo oscuri.
Prestiamo attenzione ai segnali e alla loro provenienza, senza dimenticare che anche chi ci è più vicino deve comunque percorrere la sua strada nei suoi tempi, e che non possiamo assolutamente escludere che possa allontanarsi da noi per percorrerla.
Questo è il senso, anche se molte cose potrebbero succedere con animosità, dovuta a questa pesante situazione di disagio collettivo.
Questa situazione grava in modo pesante su chi vive di esteriorità e apparenza perché non si rende conto di quale potrebbe essere l'origine di certi disagi e quando si renderà conto di una situazione che si sta sgretolando nelle sue stesse mani avrà grandi difficoltà ad adattarsi ad una situazione che non conosce.
Teniamo sempre accesa la lampada perché molti arriveranno.
ac
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25 gennaio 2009
Fratellanza

Fratellanza
La prima e l'ultima parola della Teosofia e
della Società Teosofica è
"Fratellanza Universale senza distinzioni"
Siamo tutti una sola Vita. Siamo tutti un solo
Amore. Poveri e ricchi,deboli e forti, siamo
tutti una sola umanità, cadiamo e sorgiamo
insieme.
Non crediate che ritraendovi nella vostra casa
felice, tra gli agi delle ricchezze, serrando
le finestre contro il dolore dei disgraziati,
vi potrete assicurare una vita placida e lieta.
Non vi sarà pace fin quando una sola donna,
o un solo uomo, od un bambino vivranno nella
miseria e nell'abiezione. Non vi è che una vita
;ola, nostra e loro ugualmente; e soltanto
quando si lotta per sollevare la miseria umana,
per difendere i deboli e gli infelici,
si può sperare di esser riconosciuti quali
"cooperatori della Natura", ed annoverati
nel grande esercito dei redentori del mondo.
Per la Vita ed i Maestri queste persone vengono
considerate come strumenti per fare nel mondo
quel lavoro che è alto privilegio, dovere e solo
che si sapesse riconoscerlo - suprema felicità
di ogni essere umano
C.W. LEADBEATER
( primi anni del novecento)
23 gennaio 2009
19 gennaio 2009
12 gennaio 2009
ac 12.01.09
Ama l'Amore e donalo
donalo ogniqualvolta ti è possibile
anche quando non sarà compreso
quando sarà rifiutato
quando sarà umiliato, calpestato
quando sarà frainteso o deriso
tutte le volte che la tua mano
per aprirsi dovrà strapparti il cuore
e tu sarai solo uno stupido che non si
preoccupa dei suoi interessi
tu ama
sarai un egoista, un cinico senza cuore
tutte le volte che dirai no per amore
tu ama
ama quando la pioggia della follia
chiuderà gli occhi a chi non vuol vedere
ama chi percorre la via dell'ombra
lascia che il tuo cuore soffra della sua scelta
che l'Amore sia sempre un fiume in piena
capace di travolgere il tuo cuore
molte ferite lo segneranno ma il dolore
non troverà mai paragone al suo splendore.
" a "
...
07 gennaio 2009
ac 07.01.09
ancora qui,
solo, su questa spiaggia deserta
immobile, aspetto e mi guardo intorno,
molto è passato lungo il tempo
ma il sole è livido nel suo colore dell'alba
e non sa più tingere di rosso questa terra
dall'aria sempre più densa e irreale
strisce di nuvole grige si perdono in un cielo
metallico e freddo che sovrasta questo luogo
dove la terra incontra un mare dai colori falsati
che lo rendono una impenetrabile superficie
immobile, simile al mercurio in cui tutto pare
poter sprofondare per non fare ritorno.
Allargo la visuale e mi trovo fuori a guardare
la scena come in un dipinto metafisico
dove vedo un uomo solo e incredulo che
non sa se piangere o urlare la sua rabbia al cielo
il tempo passa e i suoi tragici cicli si ripetono
sul lungo cammino dell'evoluzione della materia
poco o nulla su quella spiaggia la ricorda
e ciò che l'uomo ha scolpito nella materia resta
nell'illusione della sua mente e non lo seguirà.
Piccolo è l'uomo senza il sostegno della sua anima
resterà impavido su quella spiaggia a combattere
le sue ombre e ciò che esse sanno generare
saprà creare la vita, come saprà distruggerla
il suo agire lo condurrà per molte strade
e la sua illusione lo farà sentire padrone del mondo
ma solo nella solitudine del suo silenzio potrà
incontrare se stesso e la sua anima.
. . .
31 dicembre 2008
ac 31.12.08
Guarda, apri gli occhi, puoi volare lo sai ?
la Mia mano ti sta sorreggendo ma tu
puoi volare da solo,se guardi con attenzione,
è aperta, nulla ti trattiene, nulla ti stringe.
Dipende solo da te, da quello che scegli.
Lascia che la mente distolga l'artiglio dal tuo cuore
non ridere di una poesia, di un pensiero semplice,
nella semplicità risiede la vita, c'è l'Amore
quell'Amore che sa dare ciò che ha e nulla chiede.
Che importa quali vesti possiede o quale forma
gli dia la vita, l'Amore chiede solo di espandersi
di non trattenere nulla per se.
L'umile erba si chiede forse se l'estate sarà calda,
se pioverà, se il gelo non gli permetterà di vedere
un'altra primavera o se sarà calpestata, tagliata,
se il filo d'erba che gli sta accanto potrà mai
rubargli il nutrimento o lo spazio per espandersi,
semplicemente cresce, attimo per attimo
perché crescere è nella sua natura e non
potrebbe fare altro ma lo fa, con umiltà, con forza,
anche nei posti più difficili, sfidando l'impossibile
è la forza della Vita stessa che la rende tale.
L'uomo è figlio legittimo di questa Natura Unica,
nel suo cuore c'è lo stesso anelito, la stessa
Forza generatrice di Vita, lo stesso Amore
che la mente spesso oscura per restare ancorata
su quella mano aperta che nulla trattiene.
Ha paura, paura di perdersi nel mare della Vita,
nel silenzio delle sue profondità, nell'incontro
con se stessi, dove il silenzio diventa voce e suono,
dolci vibrazioni che fanno aprire il cuore
affinché possa volare sulle ali dell'Amore
ac
. . .
27 dicembre 2008
26/12 - Incendio a Pomaia
Incendio devasta il monastero buddista a Pomaia
Bruciati libri antichi, danni per un milione di euro
I vigili del fuoco, una ventina, hanno impiegato 5 ore a spegnere le fiamme che si sono portate via tutta la sala di meditazione (il gompa) e hanno fatto crollare il tetto.Nell’incendio sono andati bruciati molti libri e testi tibetani, alcuni dei quali rarissimi. I danni materiali, hanno specificato i monaci, superano il milione di euro ma molte delle cose distrutte non hanno prezzo come, appunto, i libri con i discorsi di Buddah, una quarantina di tanke (i dipinti della storie del Buddah tra cui una risalente al 1800), oltre all’altare e numerose statue.
. . .
Istituto Lama Tzong Khapa
Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno
Filiale di Rosignano Marittimo
tel 0586/799230 - fax 0586/760995
c/c ILTK n.48
Coord.IBAN: IT21-A-06200-25100-000000000048
causale: “gompa”
Su http://www.youtube.com/view_play_list?p=5650C259E0FAEBD5http://www.iltk.it/
potete trovare un set di filmati amatoriali che documentano l'accaduto.
24 dicembre 2008
:-)
22 dicembre 2008
Ermes Trismegisto

dove correte, o uomini,
ubriachi per aver tracannato
puro il vino dell'ignoranza,
si che nemmeno potete sopportarlo,
e già lo state vomitando!
Tornate sobri, smettetela!
Alzate lo sguardo con gli occhi del cuore,
e se non tutti voi potete,
lo facciano almeno quelli che possono.
Giacchè il male dell'ignoranza
sommerge tutta la terra e rovina
l'anima imprigionata nel copro,
senza lasciarla approdare
al porto della salvezza
. . .
20 dicembre 2008
solstizio d'inverno
18 dicembre 2008
il tempo
il tempo impietoso spazza le umane passioni
non si cura del dolore che scorre sul filo
del suo trascorre lento ma inarrestabile
la memoria raccoglie e conserva ciò che
di un attimo è stato rapito dall'attimo successivo
la sua non è un'opera pietosa però
è un devastante tentativo di fermare il tempo.
ac
13 dicembre 2008
Galassie
Portami con te Fratello
permetti alla mia anima di seguirti
il corpo si perderà nel cammino
non è motivo di ansietà
libero dalla sua prigione
percorrerò i sentieri di Luce che
silenziose stelle tracciano nel cielo
infinite Vie solcano lo splendore del Cosmo
non c'è più dolore che mi lega
non vagherò più nel buio della notte
meravigliose Galassie si susseguono
Grandi Madri di cosmica Vita
saranno il rifugio della mia stanchezza.
ac
07 dicembre 2008
Piccoli cristalli
Piccoli cristalli di infinita luce
brillano nel buio e nel silenzio
di un mondo incapace di vederli
Delicata mano si posa sul cuore
che piano si apre per vivere
nel leggero volo di una piuma
che percorre quel silenzio
Non vento o tempesta
un impercettibile battito d'ali
nel silenzio rapirà il cuore
senza catene saprà legarlo
nell'infinito tempo dell'anima.
ac
01 dicembre 2008
ac 01.12.08
Possa il tempo fare breccia nel cuore degli uomini
emerga il Nilo a dissetare le sue aride terre
Padre Sole lascia che la Tua Luce le riscaldi e
che l'Amore della Grande Madre possa far nascere
i germogli della vita nella vita
una vita dove rinascere non richiede morte
ma solo scelta di un cammino d'Amore.
Difficile scelta in un tempo che si accartoccia su se
stesso e sembra sfuggire di mano a chi pensava
di poterlo dominare all'infinito, come acqua scivola
tra le dita, che nel serrare il pugno per trattenerla
finiscono per disperderla del tutto e nulla resterà
in quella mano stretta in un pugno minaccioso.
. . .
26 novembre 2008
ac 01.10.01
dominati dall'Amore, nulla vi sarà regalato,
dovrete conquistare ogni passo del vostro percorso.
Dovrete crescere, crescere nell'Amore,
conoscere l'Amore, vivere l'Amore,
vivere il vostro tempo con Amore infinito.
La Luce vi sarà guida nell'oscurità del cammino,
la pace sarà la vostra consolazione,
il vento cosmico allevierà la vostra fatica,
non dubitate, percorrete la via,
non temete la trasformazione,
in essa alberga la crescita,
non temete l'Amore in lui è la vita.
Se perdete l'Amore perderete voi stessi,
siete fatti di Amore, e per Amore vivete.
. . .
19 novembre 2008
ac 18.08.03
Le genti verranno, di là dal deserto,
la piccola fiamma accesa nella notte
indicherà il cammino a chi vorrà raggiungerla.
Non chiudere ancora le porte del tempio
la lucerna và mantenuta accesa e visibile.
Lungo è il cammino tra le sabbie
roventi nel giorno, e il freddo della notte
ma grande è il conforto nel sapere che
le porte resteranno aperte
per tutti coloro che vorranno varcarle.
La Grande Madre attende i sui figli
non ne rifiuterà nessuno
tra quelli che sapranno tornare a casa
Molte sono le strade che si
possono percorrere nel deserto
ma è sempre una la Casa a cui portano,
che nessuno possa mai perdersi nel deserto...
ma questo dipende dalla volontà del viandante
. . .
16 novembre 2008
ac 16.11.08
I dardi dell'ingordigia solcano il cielo di questo pianeta
trafiggono il cuore degli uomini che a loro si abbandonano
il tempo è testimone di eventi già vissuti che si ripetono
nel sordo sentire dell'essere umano, passi inconsulti
sul cammino di scelte autodistruttive senza appello.
La via che costruisce l'antitesi del dolore sul cammino
dell'Amore è percorsa dall'uomo, distratto dalla sua
stessa pochezza materiale elevata agli onori degli altari.
Non si può trovar riscontro nella corruttibilità della materia,
il tempo la corrode e nulla resterà a testimoniare la sua
esistenza, impermanente e illusoria nel deserto del tempo.
Le genti continuano a vagare in quel deserto, compiono
ampi e inutili giri concentrici rendendosi prigionieri delle
loro stesse catene sempre più pesanti e difficili da
trascinare nella ricerca di un oasi ristoratrice.
Il Padre Sole è grande fonte di Vita ma nell'aridità
di quel deserto diventa dispensatore di morte
Nell'immenso dolore del vedere i Suoi figli
perdersi in strade che non portano
allo splendore della Sua Luce
. . .
09 novembre 2008
ac 04.05.03
In molti vennero
nel loro cuore scorreva l'ardore di grandi ideali,
la vita seppero donare per difenderli
nelle loro battaglie mai prevalse l'odio
ma il senso del Giusto e della Fedeltà.
Nel Nome del Maestro percorsero la Via
fino all'estremo, giudicati da chi
ergendosi a giudice
non aveva alcun titolo per farlo.
Il tempo, il fuoco e la morte non possono
distruggere i legami dell' Amore
ancora il Nome del Maestro scorre
nei loro cuori come fonte inesauribile
alimenta il soffio della vita sulle strade del tempo.
Ancora quell'alito chiama a raccolta i Fratelli
ancora chiede loro di essere presenti
a se stessi e ai loro valori, quei valori
scritti nel cuore con i caratteri di
una fede che non conosce confini di sorta
e nell'umanità vede il campo della loro opera.
Il mentitore mai cessa la sua opera
i guardiani non possono distrarsi
non possono permettergli di prevalere
nelle file della Luce qualcuno ancora si attarderà
ma l'opera va compiuta.
. . .
06 novembre 2008
Vangelo di Tommaso
Vangelo di Tommaso
114.
Simon Pietro disse loro :
Maria deve andare via da noi !
Perchè le femmine non sono degne della vita.
Gesù disse:
Ecco io la guiderò in modo da farne un maschio
affinchè ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi.
Poichè ogni femmina che si fa maschio
entrerà nel Regno dei cieli
. . .
03 novembre 2008
l'uomo, la somma delle sue azioni
"è vero solo ciò che conta. e conta che, anche se fai
1000 buone azioni, tutte vengono cancellate da un
solo errore.la memoria dell'uomo è molto volatile.
non è per forza vero che un uomo sia la somma delle
sue azioni. potrebbe all'improvviso essere solo
l'ultima azione che ha compiuto."
Credo che meriti un approfondimento
maggiore della risposta data.
Ad ogni "azione corrisponde una reazione" ma quando si
agisce verso gli altri, interviene anche la variabile del loro
libero arbitrio e la reazione perde l'uniformità e la logica
che una legge fisica potrebbe dargli.
La mente è duale e materiale quindi ragiona per
contrapposizioni, in una sorta di dare/avere non
comprende, a livello di istinto, che una sua azione abbia
un effetto diverso da quello che i "suoi schemi" materiali
prevedono.
Nella linea " anima-intelletto-mente ", l'intelletto è
il mediatore tra la realtà materiale e quella spirituale,
a lui il compito di superare la limitazione della mente e
trasmettere le esigenze dell'anima, solo che nel corso
dei secoli l'essere umano ha invertito questa linea che è
diventata "mente-intelletto-anima"
squilibrando totalmente l'interezza dell'essere che si trova
proiettato in una realtà limitata nel tempo della densità della
materia stessa e non ha più, naturalmente, i riferimenti che
gli permetterebbero di superare questa limitazione.
Solo l'anima o essenza è il passeggero che prosegue il viaggio
e a lui restano, sempre e comunque, i frutti delle azioni
compiute in un corpo, a lui e solo a lui resta il giudizio delle
sue azioni che utilizzerà per la costruzione delle successive
esperienze fino al completamento del suo percorso evolutivo.
L'uomo nell'interezza del suo essere è sempre la somma e la
costruzione delle sue azioni.
Nell'antico Egitto, Anubi pesa il cuore del defunto prima di
lasciarlo passare e solo quando lo troverà leggero come
una piuma gli permetterà di farlo, non gli chiede come ha
raggiunto quel risultato ma valuta il reale peso dell'essenza,
allo stesso modo Gesù disse che è difficile che un "ricco"
entri in paradiso,individuando nella ricchezza materiale
anche il gravane di attaccamenti ed egoismi che pesano
sul cuore, anima o essenza.
"Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio"
non facciamo l'errore madornale di confondere il giudizio
degli uomini con quello Divino, l'uomo/mente per sua natura
sarà sempre limitato nella visione dell'aspetto " Universale
del Giusto" evolutivo, nella parabola del Figliol Prodigo,
il Padre non chiede al figlio come a speso il tempo e le
risorse dalla sua partenza o quale strada abbia percorso per
tornare a casa, semplicemente lo accoglie e lo festeggia
perché ha saputo scegliere, mettersi in gioco, maturare
attraverso le difficoltà di un lungo cammino e tornare,
con la consapevolezza della sua appartenenza in quella
che era la sua origine di partenza.
02 novembre 2008
antiche parole
La religione della non violenza non si rivolge solo ai saggi e ai santi, ma anche alla gente comune. La non violenza è la legge della nostra specie, come la violenza è la legge dei bruti. Lo spirito dorme nel bruto che non conosce altra legge se non quella del più forte. La dignità dell'uomo esige la resa a una legge superiore, alla forza dello spirito.
Mohandas Karamchand Gandhi
<§>
Non è per nascita che si è paria,
non è per nascita che si è santi.
Solo per le proprie azioni si diventa paria,
solo per le proprie azioni si diventa santi.
Sutta Nipâta, 136
<§>
Di fronte alla realtà del risveglio non c'è né io né altro, non c'è dualità, nessuna divisione vuota d'identità e nemmeno vuota né non vuota, non c'è affatto alcun io percettore. Eh Ma! Finché lo yogi della montagna non ha ben realizzato di prima mano il significato di tutto questo, non dovrebbe sottovalutare la causa e l'effetto!
Milarepa
<§>
29 ottobre 2008
ac 26.10.08
conosce i suoi limiti, ma sa bene che non sarà mai
l'ultima battaglia, anche se, solo dei corpi di quei
guerrieri potrà aver ragione nella sua pietosa opera.
L'erica ancora fiorisce in quelle terre, la Madre Terra
accoglie il sangue dei suoi figli nel dolore che prova
ogni giorno che il Sole genera nel perderli.
Ancora l'uomo con caparbietà genera il suo destino
di morte, ancora distrugge se stesso e la vita che lo
circonda, lo spirito di quei Fratelli ancora si impegna
nel riportare la ragion perduta ma in molti si chiudono
le orecchie per non sentire e gli occhi per non vedere.
L'eco di mille e mille battaglie tuona ancora nei cieli
impavidi Cavalieri li percorrono nel loro errare mai
sopito che, da che il tempo è tempo, li porta dove
il loro infinito Amore li chiama.
Non c'è mai vendetta nell'Amore e l'energia di Colui
che per Amore dette la sua vita di Uomo percorre
le strade della Madre, non più agnello ma lupo che
con la fermezza dell'Amore chiederà giustizia.
Ciò che l'uomo crea, l'uomo distrugge è sempre
stato così, il Giusto nel tempo prevale anche se
in ogni tempo ci sono menti che pensano di aver
la ragione nella loro opera ingiusta e non si
avvedono della loro costruzione fatta di sabbia.
Nulla è definitivo e tutto è mutabile
nelle mani degli uomini di buona volontà.
...
ac
. . . . .
Stefania risponde :
. . . . . . .
Nella tristezza di un lungo cammino e nel. . .
frastuono di guerre, corpi lacerati da infami
menti che armano mani immonde,
la donna erra stanca ma non vinta.
Riconosce tutti gli orrori e lasciandosi andare
su di un sasso pensosa con gli occhi arsi
dal dolore si chiede ancora per quanto.
Pensieri che corrono rotolano e,
flebile si alza una preghiera:
Padre ti dissi si e
riconfermo la mia promessa, per
quel sangue prezioso versato e bevuto
dalla Madre generatrice vado e porto il tuo
Nome scritto, ma fa che L'UOMO
non più agnello si riveli
e che il tempo dell'attesa si compia.
Tutto intorno e' fragore di violenza l'uomo
ha perso la memoria, la potenza l'avidità
e la sicurezza dell'immortalità si e'
impadronita delle menti, nessuno riconosce
nell'altro il Tuo volto e non ricorda
la Casa del ritorno.
Camminiamo nell'attesa del giorno tanto atteso,
doloranti per ciò che assistiamo
sfidando il nero delle tenebre,
certi nella Gloria della rinascita.
Stefania Z.



