Il dolore è fisico; la sofferenza è mentale.
Al di là della mente non c'è sofferenza.
Il dolore è solo un segnale che il corpo è in
pericolo e che ha bisogno di attenzione.
Allo stesso modo la sofferenza ci ammonisce
che la struttura delle memorie e delle abitudini che
chiamiamo "persona" è minacciata da una perdita
o da un cambiamento.
Il dolore è essenziale per la sopravvivenza del corpo,
ma nessuno obbliga a soffrire.
La sofferenza è dovuta solo all'attaccamento e alla
resistenza, mostra la nostra incapacità di andare
avanti, di fluire con la vita...
L'essenza della santità è l'accettazione totale del
momento presente, l'armonia con le cose così come
avvengono.
Un santo non desidera che le cose siano diverse da
quello che sono; egli sa che, considerando tutte le cose,
esse sono inevitabili.
Egli è amichevole con l'inevitabile e perciò non soffre.
Può conoscere il dolore, ma esso non lo frantuma.
Se può, fa quello che è necessario per ritrovare
l'equilibrio perduto... oppure lascia fare alla vita."
Sri Nisargadatta Maharaj
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