sabato 31 gennaio 2009

Meccanismi

In questo tempo apparentemente strano assistiamo ad eventi che sembrano non ritrovare riscontro nel passato, o almeno non con l'odierna frequenza.
Il pianeta sta lavorando per la sua evoluzione e questo lo porta ad elevare la sua vibrazione, qualcuno lo definisce "salto dimensionale" in quanto il cambio delle vibrazioni lo porteranno a salire verso una dimensione energeticamente più sottile.
Questo fa pensare che non essendo un automatismo, ma frutto di un lavoro, tutto ciò che vive e popola il pianeta dovrà adeguarsi a sua volta con il proprio lavoro interiore.
Chiaramente non è un obbligo ma una scelta che potrebbe evitare di permanere ancora per altre vite nella vibrazione precedente.
L'eventualità che in molti si attardino sul cammino e rimandino il cambiamento, in funzione della legge di causa/effetto, crea le condizioni che accelerano gli eventi, in quanto la divisione energetica non permetterà per lungo tempo di ritrovare gli interlocutori energetici del nostro cammino personale.
In effetti nel computo temporale dell'anima non cambia nulla, l'anima non vive in funzione del tempo, ma sul piano pratico e materiale resta tutto accelerato dovendo realizzare quello che non potrà essere realizzato nelle future vite ma che il nostro interagire, ha comunque creato in precedenza e deve essere esaurito in questo tempo in cui è ancora possibile relazionarsi sullo stesso piano vibrazionale.
Un meccanismo funzionale relativamente semplice anche se i suoi effetti sono fortemente invasivi nella materia e nell'ambito delle relazioni in generale, comprendere questo aspetto può aiutarci a comprendere meglio ed anche accettare con maggior facilità quanto accade a noi e intorno a noi, considerando che il nostro cambiare interiormente, influisce e cambia anche il nostro ambiente.

ac

. . .

24 commenti:

Anonimo ha detto...

carino ciò che affermi essere.Quindi tu presumi vi possano essere altre vite che agiscono in noi fino al loro compimento di missione o di lampada accesa? E se fosse l'atmosfera umana a pesare fino a schiacciarmi? E se l'ideale umano che è in me,ideale innato e intuitivo,fosse in contrasto tanto con le dottrine ufficiali del tempo,quantocon le mie conoscenze abituali,e per conservare intatto,non resti che munirsi di una buona corazza infrangibile contro il mondo esterno? Eppure anche questo fa star male.la corazza può servire per gli altri nell'illusione di proteggerci da ogni attacco esterno,ma non impedisce il "dubbio".E il dubbio paralizza e distrugge,avvelena il cuore e impedisce ogni slancio di pensiero e di volontà indebolendo l'umanità.Credo invece che solo una fede vivente possa salvare noi,l'uomo e il mondo.Una fede trascendente che,accoppiata ad un concetto razionale dell'Universo,dia la possibilità di un'autentica crescita potenziando se stessi e la vita di tutti.Ciao figlo dei fiori.Cristina

Melisenda L. ha detto...

ciao ac
contraccambio la visita piacevolissima e mi addentro in ciò che hai scritto.
il che non è molto semplice e sicuramente non permette una risposta generica o superficiale.

Il tuo primo concetto mi trova d'accordo: dal '900 è iniziata un'accelerazione degli eventi di ogni genere.
Non solo eventi naturali, ma sociali e pertanto collegati al concetto di tempo che, come dici anche tu, è un'invenzione, un preconcetto indotto e da noi ampiamente metabolizzato.

La relazione che c'è tra uomo e ambiente, anche energicamente, è bidirezionale: l'energia dell'ambiente influenza noi e noi influenziamo con la nostra energia l'ambiente. non siamo separati da esso, ne siamo parte integrante.

e anche su questo siamo
d'accordo.
la scelta che noi possiamo fare è tra le altre quella di scegliere se adeguarsi ad un ritmo natura o ad un ritmo sociale per il proprio benessere.
tale scelta andrebbe fatta senza preconcetti ed a parità l'una e l'altra.

io credo che però per trovare un'armonia con l'ambiente e con gli altri e quindi per il benessere, sia una cosa abbastanza complessa, una cosa alla quale dovrebbero allenarci.

di fatto invece perdiamo la capacità di seguirci e assecondarci energeticamente, seguendo invece quello che gli altri ci vendono come soluzione migliore creando così un malessere complicato e diffuso.

Melisenda L. ha detto...

ho cercato di essere sintetica ma ci sarebbe da ragionare molto ed avrei domande da farti su quello che hai scritto.

ma ho paura di essere pallosa...

Alberto ha detto...

Anche io avrei delle domande su quello che hai scritto, ma prevale una specie di paralisi emotiva, forse dovuta alla sensazione che hai scritto di un tema che sento molto vicino in questo periodo. ;-)
Grazie, Sensei.

Un abbraccio empatico :-)

acquachiara ha detto...

Più che presumere ne sono in qualche modo certo, molte sono le cose che ho trovato negli anni che supportano questo mio pensiero, ppi come dico sempre ognuno deve trovare la sua verità sperimentando, diciamo che gli altri possono indicarci la Via ma poi siamo noi che dobbiamo percorrerla per comprendere.
L'anima utilizza il corpo per condurre un percorso di esperienza, la programma di volta in volta ma deve poi fare i conti con la mente che spesso prevale e a causa dei suoi schemi dvia spesso e volentieri dal programma dell'anima, è questo che allunga i tempi a dismisura, fino a quando non si riesce a costruire un collegamento sufficientemente valido per lavorare insieme e non ognuno per conto suo.
Il ragionevole dubbio è comunque il mezzo che ci stimola a cercare le conferme, la fede è una conquista che nasce dalla ricerca di se stessi e di conseguenza dell'aspetto Divino della vita che va vissuta, con sacralità ma vissuta .
:-)))

acquachiara ha detto...

Melisenda
benvenuta :)
La scelta è sempre personale, è chiaro che c'è anche un aspetto definito come " dharma " tradotto impropriamente come "dovere" e che comprende tutti quegli aspetti che ci trovano obbligati dal cammino esperienziale a vivere comunque.
Questo però non ci impedisce di scegliere ed è sempre l'intento a dominare l'aspetto dell'energia e non l'azione in se, l'azione è solo una conseguenza del nostro intento/pensiero, se abbiamo scelto e chiesto di vivere in questo tempo è perchè volevamo esserci e non sicuramente per non vivere.
Ci si può adattare ad un ambiente ma non esserne parte, anche Gesù sosteneva " siate Nel mondo ma non Del mondo" se il mio obbiettivo è lo spirito posso curarlo ugualmente, il problema nasce dal perdersi nella materia e farne l'unico scopo della vita.
In effetti la difficoltà e nel riuscire ad essere semplicemente se stessi :-))

acquachiara ha detto...

melisenda 2

Difficile stringere oltre misura, e poi ho fatto questo blog per dialogare con la maggior ampiezza possibile, tu prova a chiedere e non preoccuparti, spero solo di avere le risposte giuste o utili :)))

acquachiara ha detto...

Alberto
lo stesso discorso vale anche per te, purtroppo non è facile partire su di un tema e trattarlo con ampiezza per tutti, il discorso è delicato ed è molto facile cadere nel catastrofismo, parliamo si di meccanismi, ma poi alla fine coinvolgono la vita di molte persone e non sono di certo io quello che posso giudicare quello che sarà capito o come sarà interpretato, un dialogo aperto diventa per forza di cose necessario per evitare incomprensioni non necessarie :-)))

stella ha detto...

Ciao, ti ricordi di me...?

Ho fatto progressi : due blog !

plejades ha detto...

Nell'imperfezione umana la perfezione superiore ha il suo motivo d'essere!come l'essere si evolve così, ritengo, anche la terra ha un suo percorso evolutivo.Come in ogni movimento evolutivo tutto ciò che ci circonda ed è in noi assume e/o percepisce il cambiamento.Se l'uomo riuscisse a comprendere che questo cambiamento evolutivo è dato da una libera scelta di un'esperienza sempre maggiore alla precedente, forse riuscirebbe a comprendere come l'energia che ci circonda cambia ponendoci di fronte a realtà che la piccola mente, intendo la parte razionale e piena di dubbi e di mensogne,non riesce a comprenderne o a farne tesoro;se lasciassimo più spazio alla MENTE superiore che, per altro, è in noi perchè particella della MENTE/motore di ogni cosa ,riusciremmo a comprendere e percorreremmo la via evolutiva che liberamente abbiamo tracciato.E' molto difficile lasciare prevalere la MENTE superiore in quanto per darle spazio l'uomo dovrebbe essere pienamente sciente della scelta fatta e quindi assecondare l'evolversi dell'energia globale che trascende in quella planetaria e direi anche galattica.E' vero,AC, quando affermi che il rimandare o attardarsi sul cammino provoca un effetto non rallentante ma accelerante e questo farà perdere di vista il compagno che avevamo accanto e che pensavamo magari stesse al nosttro fianco...ma sappiamo bene che poicè l'anima(io direi più lo Spirito,che per me è particella infinitesimale dell'Assoluto, per intenderci del Creatore) essendo immortale e quindi nn sottoposta alla caducità del tempo prestabilito per l'esperienza terrena, rimane distaccata da tutto pur interagendo per portare a compimento ciò che è compito su un piano energetico reale,ha un suo percorso che non può essere modificato se nn da se stessa.Se si riuscisse a comprendere l'importanza dell'armonia energetica si ci ritroverebbe ad evolversi in maniera armonica ma coscienti di quella conoscenza "atavica" che ha permesso all'uomo di evolversi per raggiungere l'UOMO.
AC, ti chiedo scusa se mi sono catapultata in maniera prepotente...ma l'argomento mi ha stuzzicato anche se vorrei poter continuare a disquisire ancora e spero non esser andata fuori tema...! In questo momento nn posso trattenermi molto al pc per motivi visivi...spero di poter esser perdonata...a presto.Namasté

acquachiara ha detto...

Stella

ma cerrrtoooo che mi ricordo, è che non sempre c'è il tempo per vagabondare in blog-tour, ma siete sempre tutti nel mio cuore :-))))

acquachiara ha detto...

Pleiades
che piacere rileggerti :)

Non devi scusarti, per me questo è un luogo di dialogo e interventi così coinvolgenti sono sempre bene accetti, direi che non vi è nulla da aggiungere.
Non solo perdonata ma spero di cuore che tu possa rimetterti presto e torni ascrivere non solo da me.

un grande abbraccio :-))))

luciano ha detto...

no allo sbarramento elettorale al 4%

Melisenda L. ha detto...

domande:
quale parte dell'uomo interagisce con l'ambiente?

che cosa si intende in linea di massima per mente?

quale il fine: la mera osservazione o altro?

quale la legge causa-effetto a cui ti riferisci?

***
il meccanismo è un concetto che mi affascina moltissimo, cazzperi, ma ho bisogno di sapere il significato che diamo alle parole troppo astratte e diversamente interpretabili che utilizziamo... è per capire meglio.

acquachiara ha detto...

Melisenda
mizziga !!! scriviamo un'enciclopedia....ci provo :)


"quale parte dell'uomo interagisce con l'ambiente?"

teoricamente è il pensiero, o meglio l'intento che gli da origine, il pensiero crea, quando viene emesso dà origine ad un decreto energetico che prima o poi verrà realizzato e i tempi sono appunto quelli della determinazione e della giustezza del desiderio in funzione del percorso evolutivo, in ogni caso anche se non necessario allo sviluppo sarà prima o poi realizzato, in effetti spesso si dice "attenzione a quello che chiedete perchè vi viene dato".
Quando la mente materiale desidera aspetti che l'anima non ha previsto, realizzandosi producono un contrasto che allunga i tempi del cammino.

che cosa si intende in linea di massima per mente?

C'è un'allegoria che descrive l'essere umano come un carro trainato da cinque cavalli rappresentati dai sensi, le briglie costituiscono la mente, chi guida il carro è l'ntelletto, che dovrebbe avere il controllo delle briglie di conseguenza dei cavalli, ma chi sa veramente dove si deve andare è il passeggereo o anima.
Appare chiaro che la mente dovrebbe essere un semplice esecutore tra i sensi e l'intelletto, ma purtroppo nel corso dei secoli si è permesso alla mente di dominare la situazione, per cui cui spesso il carro non segue più il percorso dovuto in quanto le briglie non trasmettono l'informazione corretta ma sono loro a dominare la situazione con i risultati che tutti possiamo immaginare.

quale il fine: la mera osservazione o altro?

la teoria dice che il corpo è il mezzo che l'anima o spirito utilizza per compiere la sua esperienza nella materia, il suo fine è la consapevolezza e la realizzazione del suo aspetto Divino, cosa che non può acquisire rimanendo Luce nella Luce mancandogli i termini di confronto diretti e sperimentati, mentre il corpo dovrebbe avere la capacità di essere un buon veicolo per gli scopi dell'anima senza che la mente cada nelle trappole della materia, cosa quanto mai difficile, si dice che ci siano Dvinità che si son perse nella materia, ripercorrendo i suoi sentieri per migliaia di anni su questo pianeta.

quale la legge causa-effetto a cui ti riferisci?

credo che ce ne sia una sola, quella che origina il Karma e il Dharma, ad ogni azione corrisponde una reazione, anche se sarebbe più giusto "ad ogni intento" in quanto l'azione di per se è relativa, ma conta l'impronta energetica che gli viene data.
Il discorso è complesso e la mente è temporanea, quello che può osservare è solo una parte infinitesimale del percorso che ha originato gli eventi,non è in grado di stabilire se sia un dare o un avere, credo che si praticamente impossibile agire in funzione delle sistemazioni karmiche, può però aiutarci a comprendere che nulla è casuale ma frutto di un percorso disposto dall'anima, la quale è l'unica che nel suo stato di "puro spirito" ha la visione globale del percorso fatto e determina il successivo tratto.
Resta sempre il concetto di "libero arbitrio" che l'essere umano ha, un aspetto che nel suo eventuale errato utilizzo complica parecchio le cose.
La fase acuta che sta attraversando il pianeta non è altro che il risultato di secoli di generale errato utilizzo del libero arbitrio.
Non dimentichiamo che la legge di causa/effetto non prevede azzeramenti algebrici, al meno corrisponde meno e al più corrisponde più, è possibile ammorbidirne l'effetto con l'evoluzione ma non evitarlo.
A questo bisogna aggiungere che le energie, piccole o grandi che siano, si accorpano per similitudine andando ad alimetare l'aspetto/situazione negativo o positivo che gli appartiene.

Ecco perchè diventa estremante importante "il pensiero" e le energie che esso determina, che lo vogliamo o no, vanno comunque ad aggregarsi con l'aspetto relativo che gli abbiamo dato, in pratica più siamo positivi e benevoli, meglio compassionevoli,
meno alimentiamo il male.

spero di averti dato le risposte adatte :-)))

stefania ha detto...

IO Vorrei dire soltanto poche parole, c'infarciamo la bocca di tanti discorsi stupendi sulle energie su Dio PADRE E DIO MADRE sull'ASSOLUTO sull'evoluzione del pianeta e l'involuzione dell'uomo.......ma cosa facciamo VERAMENTE oltre che assistere passivamente per poi darci spiegazioni a volte mendaci..........credo assolutamente nulla.
Penso che l'immobilismo sia la piu' grande briglia che l'uomo sia sia messa, a volte parliamo di paure, altre di chi me lo fa fare tanto le cose vanno come devono andare, GUARDIAMO agli Orrori QUASI CON ABITUDINE COME SE FOSSERO OVVI.
Ma dove sono finiti i guerrieri quelli che erano a difesa del TEMPIO? non si puo' parlare di Spirito se non spalanchi gli OCCHI DELL'ANIMA per vedere cosa sta succedendo su questo pianeta.
Parlare dei misfatti e del sangue significa FAR CONOSCERE e dare modo alla comprensione che ormai e' troppo VELATA DA CHI AGISCE E MUOVE I FILI DELLA TELA DI RAGNO.
Solo la comprensione quella del Fanciullo porta all'innocenza dell'anima e al sussulto dello Spirito.
MA senza comprensione senza lo sconvolgimento dell'appartenere non si arriva a nulla, L'anima e' mia sorella e lo Spirito e' di Mio Padre solo VEDENDO CAPENDO E SOFFRENDO per tutto cio' che mi circonda posso elevare il soffio Divino.
Ci rotoliamo nel sangue veniamo raggirati da falsi intendimenti e rimaniamo inerti......questo e' il nostro piu' grave maleficio.
Ciao acqua stasera mi e' venuto cosi', ma e' quello che penso io cioe' LA CONSAPEVOLEZZA.

stefania ha detto...

Nei prossimi tempi coloro che faranno la differenza non potranno più sottostare alla causa ed effetto di un mondo privo di valori e fede nell'avvenire.
L’umanità dovrà fare il grande salto in avanti che vi dia facoltà di uscire dal triste primato di pianeta meno evoluto del sistema solare. Il vostro infinito orgoglio dovrà essere demolito, la vostra arroganza e la vostra presunzione dovranno essere sostituite da un potere che non si fondi più, come oggi, sul predominio di masse deboli per il tornaconto di pochi, ma sul rispetto di ogni creatura vivente.

Se non imparate a fa fluire l’Amore nelle vostre vite, affinché lo si impieghi interiormente-ma anche e soprattutto nelle relazioni sociali e nei confronti del pianeta stesso-non riuscirete ad evolvere. Questa nuova coscienza globale deve diventare la più importante rivoluzione culturale della vostra epoca, se non volete soccombere.

Non prendendo atto delle Leggi di Dio, assistite dolorosamente alla triste realtà di violenza, di oppressione, di menzogna che state vivendo attualmente e le cui conseguenze vi condurranno inesorabilmente all’auto-distruzione totale. Ogni causa, ricordate, ha un suo inevitabile effetto.

Da messaggi nel web
URIEL

acquachiara ha detto...

Stefania
Purtroppo è sempre tutto relativo non è possibile avere una visione corretta di dove sia veramente immobilismo piuttosto che compassione.
Come ripeto sempre, l'unica cosa certa che possiamo fare come singoli è cambiare noi stessi e il nostro pensiero, non parlare del male non sempre significa che non si provi dolore nel conoscerlo o lo si accetti passivamente.
Nel gioco delle energie occorre attenzione e nel parlarne con troppa enfasi, con rabbia o risentimento, con estremo giudizio, si finisce per dargli alimento, perchè non dobbiamo dimenticare che il pensiero crea e chi tesse la tela a buon gioco nel provocare reazioni inconsulte al suo agire visto che gli sono di alimento.
La canna che si piega e lascia passare il vento fa anche si che si disperda nell'infinito.
I Guerrieri sono ancora a difesa del Tempio, ma la "Gerusalemme Celeste" il "Tempio" non sono di questo mondo, sono nel cuore dell'uomo e solo lui, se vorrà, potrà dargli lo spazio per esistere e la battaglia non è più di questo piano materiale.
Ognuno dovrà scegliere quale cammino vuol percorrere ed in funzione di questo deciderà del suo futuro perchè non è più possibile restare in sospeso, ma occorre dare un posizione definita alla propria energia per poter superare questa soglia evolutiva.
L'opportunità e per tutti nessuno escluso, ma come in tutte le opportunità ogni singolo è libero di scegliere come utilizzarla.

caramella-fondente ha detto...

Coscienza ed anima si sovrappongono dando luogo all’era della consapevolezza... sorge l’anima. Si rigenera la vita perché la coscienza, ogni coscienza, va a far parte di un’anima dalla quale in fondo non si era mai staccata; non la vedeva, semplicemente questo. Ma la coscienza non vedeva l’anima perché non la concepiva, intenta com’era (se lo era) a cercare lo spirito, quella sfuggente percezione di una trascendenza difficile da sublimare e molto improbabile da attuare.

Lo spirito “scende” nella carne solo quando l’anima ha un corpo di carne: quando c’è chi ha fatto sua l’essenza e rinasce in Terra come uomo.

Ma questo prima, perché l’era è cambiata. La Terra cambia, muta la sua faccia, apre le sue porte (una volta difesa dell’umanità). Allarga le sue maglie, il suo schermo protettivo facendo passare quei raggi che prima ostinatamente rifiutava.

La Terra si apre allo spirito universale perché ha riconosciuto la sua anima, l’essenza divina e primordiale che è la sostanza indifferenziata dell’intero universo stellare.

L’infinito si spacca, si apre e mostra una realtà diversa, una faccia diversa dove essere e divenire sono soltanto unicità.

Non c’è “spazio” per l’io perché è “tempo” del noi. Un tempo senza spazio, senza nessun motivo di consistenza fisica e molecolare. Una certezza atomica che si affaccia all’essenza di sé, nella sua struttura essenziale dove il nucleo è indistinto perché privo di qualunque elemento che lo possa connotare energia o fisicità.

Si è nella gamma d’onda degli spazi itineranti dell’oltre fisicità dove la polarità non ha senso, il moto non ha luogo perché la vita è tutta già.

Uno spazio itinerante è un parametro di vita che designa un universo nel suo essere: è la matrice di quel tipo di universo e l’indirizzo che seguirà.

Per l’universo stellare la matrice è la spiritualità, il riconoscimento dello spirito come essenza di vita e non tanto come divinità.

L’uomo vede divino tutto ciò che non comprende e non concepisce nella sua essenzialità.

La divinità, questo tipo di divinità, non ha motivo di esistere. Allontana l’uomo da se stesso e dalla sua divinità. Divinità che per l’uomo è insita nella Terra da cui proviene e fa parte. Divinità che non è la Terra, ma la “divinità” che la Terra racchiude in sé, la sua anima che è veramente essenza divina. La stessa essenza che è nell’uomo.

Ma l’uomo è anche carne e non può trascenderla (la carne) per essere. Deve essere essendo la sua totalità. Modificandosi, migliorandosi, ricercando e ritrovando la sua stessa divinità, quell’anima della Terra che lo rende un noi capace di colloquiare con le stelle e la sua fisicità.

Solo così l’uomo può spiritualizzare quella materia che, tramite lui, rende la Terra stessa in grado di fare il suo passaggio verso la spiritualità.

Uomo e Terra sono inscindibili e ben per questo l’uomo va e ritorna, muore e rinasce, vive e perisce nella sua sola fisicità.
Ciao ACQUA
:-)

acquachiara ha detto...

Stefania
Credo che in questo messaggio sia molto chiaro il concetto, è e resta tutto basato sulla scelta del singolo individuo, senza una coscienza collettiva che superi la soglia di massa critica non si riesce ad invertire la tendenza.
Il peso dell'aspetto negativo trascina ancora verso il basso, ma non può essere nell'imposizione il cambiamento, rimane sempre "scelta individuale" senza la quale, l'essere umano decide della fine di questo ciclo.
Non finirà il mondo, ma non ci sarà più spazio per la risonanza di certe vibrazioni, i " bambini indaco" stanno portando sul pianeta la nuova matrice e chi appartiene alla vecchia ha ancora l'opportunità di cambiarla, ma tutto sarà comunque regolato dalle sue scelte interiori.

:-))))

acquachiara ha detto...

Caramella
benriletta :)

L'uomo è figlio di questa Terra e questa Terra è la Madre che lo ha generato, i loro destini non sono disgiunti, non lo sono mai stati, è l'errata cultura dell'ego che non gli riconosce lo stato di "essere vivente" e di conseguenza il rispetto che merita.
Ma il pianeta vive e respira e noi siamo allineati sulle sue vibrazioni, se non torniamo/riusciamo ad adeguarci al suo ritmo, inevitabilmente diventa dissonanza e quello che sempre più vediamo oggi ne è l'effetto devastante.
Le energie sono divergenti e non risuonano più sulla stessa nota, tutto resta falsato, ora tocca all'Uomo di ri-allinearsi con il suo sentire, ritrovare la sua parte di Spirito che oggi, distratto dagli eventi della materia, sta negando.
Non è una questione religiosa o filosofica, ma un reale cambiamento interiore, dove la verità del suo essere possa renderlo libero da tutti quegli schemi e condizionamenti che fino ad oggi lo hanno fermato e reso schiavo di chi ha interesse che non compia il suo cammino evolutivo.

:-))))

Bianca 2007 ha detto...

FORSE,
solo la visione del Sinai bisogna portare dentro di sè per avviarsi a un autentico cambiamento.E il cuore bianco lo sà senza nulla spiegare o aggiungere.Buona giornata barba rossa e bianca! Bianca 2007

stefania ha detto...

Ora so Acqua che inorridirai ma per me non e' piu' i tempo della compassione ma del lasciarsi con un sorrisso per prOseguire LA VIA.
Faccio un esempio con le scie chimiche che sembrano uno strumento polivalente che persegue diversi obiettivi, ma forse la diffusione di nanofibre (la cosiddetta polvere intelligente o smart dust, già utilizzata negli scenari di guerra dell’Afghanistan e dell’Iraq) nell’aria, nell’acqua e nel cibo che ingeriamo (e che quindi si accumulano nel nostro organismo debilitandolo) sono uno degli obiettivi principali del malefico piano (è facile vedere come molte volte le irrorazioni vengano sospese dagli aerei-cisterna appena superano le aree abitate). La diffusione di tali sensori è una finalità ammessa da alcuni documenti parzialmente declassificati dell’aeronautica militare statunitense, anche se non è ancora ben chiaro quali saranno in futuro i risultati di tale manovra. Di sicuro sappiamo che tali nanofibre hanno funzione di spionaggio sensoriale, ma forse queste microscopiche strutture riescono anche ad alterare percezioni e comportamenti degli esseri umani (magari in sinergia con determinate frequenze elettromagnetiche irradiate nell’aria)? I nostri governanti stanno forse realizzando il sogno di qualsiasi schiavista, ovvero quello di avere a sé sottoposta una moltitudine di schiavi con catene invisibili?

Termino dicendo che secondo me una speranza per il futuro dell’umanità ci può essere solo se tutti noi ci impegniamo non solo nel senso della denuncia, ma anche sul piano personale dell’evoluzione e della crescita spirituale: dobbiamo percepirci realmente come un mondo di persone fraternamente e spiritualmente unite cancellando l’odio, l’incomprensione, l’intolleranza, dall’anima di ognuno di noi. Di fronte all’immane distruzione che incombe su di noi dovremmo dimenticare i rancori che ci dividono e riscoprire un senso di rispetto e di amore per tutti i nostri simili e per ogni creatura vivente (salvo restando il profondo allontanamento nei confronti di chi concorre alla realizzazione di certi piani diabolici).

E non bisogna disperare, c'è motivo di pensare che questa barbarie presto o tardi finirà, e che la nostra o la prossima generazione potrebbe vedere l'alba di un mondo radicalmente nuovo figlio.
Per me e lo ribadisco e' il tempo della PRESA COSCIENZA E CONSAPEVOLEZZA.
Non so quanti di noi siano Guerrieri So comun­que che ce ne sono già tanti in ogni luogo della Terra e che il loro numero sta crescendo sempre di più.
Volerlo essere è facile: basta amare e rispettare la Creazione. Volerlo essere è difficile; si deve infatti prima di tutto imparare a disimparare molto del tanto che ci è stato insegnato e che ci ha allontanati dalla Creazione stessa. Ci può volere davvero tanto tempo, costanza, amore e pazienza soprattutto verso noi stessi, che diventiamo i bambini a cui dobbiamo insegnare tutto da capo. Spesso sbaglieremo ancora, spesso riterremo di essere sulla strada buona e ci accorgeremo un attimo dopo di essere ancora una volta vittime di antichi pregiudizi, stupidi luoghi comuni, modi di pen­sare che non ci appartengono. Le vecchie abitudini torneranno ad avere il sopravvento: è facile non poter fare a meno. Se ci si lascerà piegare come una pianta di bambù se non ci si schianterà come una quercia che con arroganza pensa di essere incrollabile, si sarà già percorso un buon tratto di strada.
A quel punto si potrà continuare a voler essere un Guerriero e saremo ancora vulnerabili ma incredibilmente più forti che in passato, penseremo. E invece sarà anche più duro di com'era prima di imbarcarsi in quest’impresa. Perché ci si sen­tirà soli, ed è terribile scoprire di essere soli in mezzo a una miria­de di esseri umani uguali a noi. Si avranno da dire e da fare tante cose e ci si accorgerà di non trovare orecchie disposte ad ascolta­re, e non si saprà da dove cominciare per cambiare davvero le cose. Credo inoltre che nessuno dovrebbe mai assumersi il ruolo di "insegnante" di nessun altro. Pensare di essere un maestro ritengo sia peccato molto grave. Con tutta la buona fede che si può avere, pare presuntuoso assumersi tale compito. Sarebbe oltremodo giusto che ognuno arrivasse a costruirsi il suo mondo con le sue stesse mani. Ma non sempre è così, o quantomeno, a volte sembra opportuno il voler tentare di accorciare le distanze, soprattutto quando si avverte che i tempi lo esigono. Così si deve provare a condividere con gli altri quello che si sente, che si sa, che si ritiene buono, e aspettare con pazienza di vedere germo­gliare i nostri semi, sempre che i semi siano quelli di una buona pianta. Può funzionare, così come può risultare sforzo vano, sciocco e inutile.
Si sarà dunque soli, si sarà perduta la vecchia strada fatta di vuote certezze, ma pur sempre la strada che la maggioranza della gente percorre da sempre; si sarà sbigottiti, confusi, così confusi dal giungere alla conclusione di avere sbagliato a lasciar andare tutto per … per cosa poi? Per niente.
Quello sarà davvero il momento più cattivo: il baratro che ci si aprirà dinanzi e alle spalle. Ci si scoprirà in bilico su un sostegno fragilissimo: in qualunque direzione ci si volterà non si vedrà altro che una spessa coltre di nebbia. Basterà trovare appena quel poco di coraggio necessario ad allungare un piede sul niente e camminare: prima un piede, poi l'altro, e poi un altro ancora... Quello che ci era parso il vuoto più opprimente ci sosterrà, essen­do ciò che facciamo il più solido dei fondamenti. Potremmo sen­tirci forse ancora soli, voltare le spalle e vedere le cose a noi fami­liari sfumare a poco a poco insieme alla moltitudine delle facce di chi ci è stato compagno di viaggio per tutto quel tempo che non tornerà mai più; sentire freddo, provare terrore per la buia oscu­rità che ci si parerà dinanzi e che dovremo attraversare.
Ma io personalmente non credo sia così, che cioè si vada incontro alla solitudine e alle tenebre. Penso, al contrario, che a quel punto del nostro percor­so si accenderà una luce, che la strada si farà più ampia e sicura, che voltandoci un'ultima volta vedremo altri seguirci. Non perché presuntuosamente noi saremo stati loro d'esempio. D'esempio lo si deve essere prima di tutto per noi stessi. Semplicemente perché altri cominceranno a non avere più paura, o saranno affascinati dalla paura o con essa intenderanno cimentarsi. Non è importan­te capire perché a volte si facciano certe cose. È importante com­prendere quando è tempo di farle. E questo è il tempo e bisogna avere fretta di farle, queste cose, se non si vuole rimanere per sem­pre indietro.

acquachiara ha detto...

Stefania
In qualche modo diciamo la stesse cose, non credo di essere mai stato un sostenitore del non fare nulla.
Quello che dico però è, attenzione a come ci atteggiamo nei confronti degli eventi perchè passare da un energia di contrasto ad una di sostegno il passo è molto breve.
In fondo si tratta del "vivere qui e ora" senza aggravarlo più del necessario.
un abbraccio
:-)))