venerdì 12 settembre 2008

ac 26.12.01



Sulla strada che porta a Gerusalemme, il pianto
percorre la via del dolore e la pace perde i confini.
Non più lucenti armature su bianchi cavalli, al
servizio di un potere temporale e guerriero ma
servi d'amore, al servizio di un potere d'amore
Il rosso si stempera nel bianco ed ancora la croce
porta dolore sul volto del Dio fatto Uomo, ancora
il sangue bagna la terra, ma nel cuore di chi
conosce vive il seme della speranza, nell'ardore
e nel coraggio i guerrieri troveranno la via, e
la speranza diverrà luce, e la luce diverrà amore,
e l'amore sarà lucente armatura ma non sarà più
offesa, la spada non servirà più la menzogna, e i
trovatori torneranno a cantare della dignità dell'uomo.
Nuove battaglie vedranno l'amore vincere sulle
intemperanze e gli assurdi moduli di un vivere
illusorio saranno debellati

acquachiara
. . .

Gerusalemme Gerusalemme
quanta e' la strada per giungere a te,
quanto sorriso misto al pianto, quanta fierezza e
amore ci vuole nel procedere verso le tue cinta...

quanta forza in quelle vesti bianche che
procedono lentamente tra urla e sbigottimento.
Quella tua luce sfolgorante che avvolge tutto
Gerusalemme cara al mio cuore,
quella luce che precede il cammino dei tuoi figli
e' un richiamo al quale si deve obbedire
fieri di appartenere.
Siamo scesi per il nuovo e antico cammino,
a volte guerrieri arditi a volte stanchi.
Nella strada ostacoli sempre piu' impervi da superare,
quella tua luce o mia amata falla brillare sempre di piu',
in questi tempi di cecità
dobbiamo trovare le tue braccia aperte.

stefania 12/09/08

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Gerusalemme Gerusalemme quanta e' la strada per giungere a te, quanto sorriso misto al pianto, quanta fierezza e amore ci vuole nel procedere veso le tue cinta......quanta forza in quelle vesti bianche che procedono lentamente tra urla e sbigottimento.
Quella tua luce sfolgorante che avvolge tutto Gerusalemme cara al mio cuore, quella luce che precede il cammino dei tuoi figli e' un richiamo al quale si deve obbedire fieri di appartenere.
Siamo scesi per il nuovo e antico cammino, a volte guerrieri arditi a volte stanchi. Nella strada ostacoli sempre piu' impervi da superare, quella tua luce o mia amata falla brillare sempre di piu', in questi tempi di cecita' dobbiamo trovare le tue braccia aperte.
stefania

Bianca 2007 ha detto...

FORSE
non a poco a che vedere,ma mi hai fatto ricordare i due opposti che animavano R.Wagner.Violenza che a volte sconfinava nella brutalità e una sensibilità talmente sottile e profonda che lo faceva impallidire davanti a un fiore reciso,davanti a un animale sofferente,d'interessarsi a una povera ragazza tradita,fino a persuadere il suo amante di sposarla.E come ebbe a dire Schemann:"Le grandi idee come quelle di Wagner,non possono prender vita se non dalla furia d'un elemento e la potenza a un tempo distruttiva e fecondante della natura.Se il Maestro non avesse guardato il suo ideale con il suo implacabile esclusivismo,non lo vedremmo ora in atto dinanzi a noi".E le SUE violenze divennero palpito nella generosa Elisabetta,nella tenera Elsa,nella magnanima Brunilde,e in Parsifal,il puro folle,l'amante ingenuo.E sempre Schemann ricorda la solennità imponente con cui otto mesi prima di morire,il Maestro chiamando a raccolta i suoi più fedeli amici(ben pochi quelli rimasti),con gli occhi che irradiavano la potenza di un SOGNO RACCHIUSO DENTRO A UNA VISIONE LONTANA,con una gravità e una tristezza crescenti,da destare viva impressione in tutti,disse senza esitazione alcuna,di "Restargli fedele.Di agire per quell'Arte cosi' abbassata e ridotta,di tenerla alta e sacra." Poi ripetutamente,disse addio e con profonda commozione.Ma le sue parole furono scolpite nell'anima e quale TESTAMENTO s'incisero.Un dolce abbraccio cara cara Acquachiara,Bianca 2007

acquachiara ha detto...

stefania
grazie, pensavo ad una risposta ma poi mi è sembrato meglio lasciare che fosse il proseguimento di quanto scritto in precedenza da me :-))))))

acquachiara ha detto...

Bianca
Wagner non era sicuramente uno spirito comune, ma è vero è dalla contrapposizione profonda dei nostri opposti che nasce la creazione del nuovo, la materia non esisterebbe senza l'unione di positivo e negativo.
A livello di principio tendiamo a condannare questo aspetto negativo, ma nella realtà se non ci fosse noi saremmo solo degli "incompleti" ma anche incapaci di procedere sul cammino dell'evoluzione, sarà poi la nostra crescita il mezzo che ci permetterà di accomunarli e viverne al di sopra senza più oscillare verso uno o l'altro.

un abbraccio :-))))

Alberto ha detto...

Assolutamente condivisibile. ;-)
Gerusalemme non è un luogo fisico ma una meta dello spirito, in questo caso.

Un abbraccio rugbystico :-)

P. S.
BIANCA ti rileggo con piacere!
Puoi darmi nuovamente l'indirizzo del tuo blog, per favore? ;-)

Anonimo ha detto...

ALBERTO,
grazie. bianca2007.splinder.com

acquachiara ha detto...

Alberto
Claro che si ! è la Gerusalemme Celesta posta ne cuore dell'uomo :-))))

rugby ??????? naaaaaaaaaaa son troppo piccolo e magro, però non è facile acchiapparmi ahahahah
un abbraccio