martedì 26 agosto 2008

elaborazioni


In seguito ad uno scambio di opinioni da Stella,
come sempre il mio cervello non smette di frullare e
di elaborare nel desiderio di comprendere meglio
ciò che riceve.
Certamente nascere in una data famiglia, paese e
cultura non è casuale, il senso evolutivo che si struttura
lungo il ciclo delle vite crea le condizioni degli eventi
che viviamo quotidianamente e sui quali dovremmo
rapportarci in modo energeticamente corretto per
riequilibrare quanto emesso in precedenza.
Fin qui nulla di particolare anche se non è sempre facile
cogliere quelle sfumature che ci permettono di vedere
meglio il concetto e il meccanismo funzionale stesso.
Quello che emerge guardando con maggiore attenzione
è il fatto che nel permettere alla mente di schiavizzarci,
per pigrizia, in un eccesso di appartenenza crea molti
problemi di relazione che non ci permettono di andare
oltre la forma e di vedere con maggiore chiarezza
una realtà, meno apparente, ma di sicura maggiore
importanza, perché scevra da preconcetti e schemi.
Dico per pigrizia, perché è l'annichilimento della coscienza
individuale a favore di una molto più comode e
collettiva, ma se una cosa è stupida resta tale anche se
milioni di persone la dicono e per comodità l'accettano.
L'aspetto peggiore però è l'apertura al plagio che questo
provoca, la classe sacerdotale e il potere in genere
possono far leva su questo aspetto per meglio dominare
chi, torno a ripetere per pigrizia, non vuole usare la SUA
mente in modo produttivo per la sua evoluzione, si continua
a sconfessare princìpi universali per lasciare spazio di
manovra a chi nel loro nome in realtà "divide ed impera"
poggiando le sue basi sull'indolente accettazione, troppo
spesso più subita che accettata,di chi semplicemente
pur lamentandosi non ha nessuna intenzione di mettersi
in gioco e utilizzare il proprio discernimento per scindere,
non dico il bene dal male, ma il positivo dal negativo, ciò
che serve per crescere ed evolvere e ciò che frena e non
lo permette.
Ognuno è direttamente e individualmente responsabile
del proprio cammino e dell'influenza che questo provoca
nell'interagire con l'ambiente che lo circonda.
L'evoluzione è la crescita sono il frutto delle proprie scelte,
dell'intento che le origina, l'intero percorso è frutto di scelte
e queste scelte costruiscono quella coscienza individuale
che si struttura nel tempo per permette allo spirito/anima di
comprendere la sua vera natura per non cadere più in
quegli errori che lo tengono prigioniero di una materialità
che non è sua ma è il suo campo di esperienza per
raggiungere quello che è il suo obbiettivo primario,
l'evoluzione e il ritorno nella casa del Padre.

ac

...

11 commenti:

digito ergo sum ha detto...

te devi sapere che, quando leggo un post che mi lascia un segno, lo stampo. perché poi così, durante i miei viaggetti di lavoro (autobus, treno, tricic... no...) me li rileggo. te sai, tra questi fogli un po' vissuti, quanti dei tuoi post ci sono? molti. e ora ce n'è uno in più. un abbraccio

acquachiara ha detto...

digito
grazie per questa tua considerazione e simpatia, è per me un grande aiuto a conservare l'entusiasmo e la forza per continuare a percorrere questo sentiero non sempre facile, grazie :-))))

caramella-fondente ha detto...

"un eccesso di appartenenza crea molti problemi di relazione che non ci permettono di andare
oltre la forma e di vedere con maggiore chiarezza
una realtà..."
Questo è vero acqua se il senso di appartenenza lo senti come dovere, come rispetto reverenziale,
Ma se il senso di appartenenza lo senti con il cuore, con l anima non può fare del male a nessuno, nè alla persona a cui senti di appartenere o che senti sia parte di te, nè all umanità intera...
Non so se sono stata chiara, ma è quello che sento io...
Ti faccio un esempio:
se io per senso di appartenenza alla famiglia mi sento obbligata a essere cristiana o a partecipare ad una cerimonia religiosa allora non vado oltre alla forma, ma se un domani dovessi partecipare al matrimonio di mia figlia perchè lei sceglie di sposarsi in chiesa è perchè voglio condividere con lei la sua felicità e non la sua scelta religiosa...così come non avrei nessun problema a partecipare a una cerimonia religiosa di un amica musulmana...non condivido l esteriorità della cerimonia , ma partecipo alla gioia della persona..ma devo sentirla questa gioia, altrimenti è solo una doverosa presenza e questo non mi piace...
Acqua, sono andata fuori tema?

acquachiara ha detto...

Caramella
assolutamente no, anzi direi che hai approfondito il tema.
Non è facile esprimere un concetto in poche parole, sono d'accordo con te perché anche io intendevo l'aspetto negativo dell'appartenere perché la tradizione deve essere la base e non il vincolo che impedisce di progredire.
Invece troppo spesso la si sacrifica sull'altare della pigrizia e della disinformazione negando l'intelligenza dell'uomo e la sua capacità di progredire di generazione in generazione, ma anche la capacità di cambiare se stesso per essere migliore.
Siamo sempre in una forma di potere dove chi ha raggiunto determinate posizioni non è disposto a lasciarle nemmeno quando l'età lo ha reso un rincitrullito che non è in grado di portare più nulla di costruttivo per gli altri.
L'esperienza non viene trasmessa ma usata per conservare la sopraffazione e rubare il futuro a chi ne ha pieno diritto nell'espressione del più bieco egoismo personale.
Andare oltre la forma non significa per forza rinnegare le proprie radici ma permettere all'albero che su esse si poggia di raggiungere il cielo.
grazie :-))))

caramella-fondente ha detto...

"sono completamente d accordo con te su tutto", e mi capita così poche volte di essere completamente in sintonia...
Parola di Caramella
:-)

Kleys ha detto...

questo è uno dei tuoi post in cui prenderei appunti, tanto mi piace la precisione e la correttezza con cui esprimi certi concetti.
baci

acquachiara ha detto...

caramella
devo dire che anche a me fa piacere questa sintonia e un po ci aiuta a capire che non siamo così sbagliati come gli altri vorrebbero che noi fossimo tali.
Nei tuoi accorati post leggo spesso la rabbia per quel senso di impotenza che comunque abbiamo, non voglio dire che ci sentiamo arrivati o migliori, ma i piccoli tasselli che a fatica riusciamo a trovare ci fanno capire che tutti potrebbero vivere in un mondo migliore ma non scelgono di farlo e questo a volte è difficile da accettare, certo è difficile cambiare interiormente ma le cose sono poche ed estremamente semplici, non ci sono percorsi ascetici obbligatori, come giustamente dici basta guardare con gli occhi del cuore e non con quelli della mente.
se mi permetti ti mando un grande abbraccio :-))))

acquachiara ha detto...

Kleys
grazie di cuore, non ti conosco di persona e mi spiace perché tutte le volte che ti leggo (passo spesso)anche nei tuoi sfoghi sento sempre un senso di dolcezza infinita, è una dote rara anche se spesso ti espone all'ingerenza di chi non sa leggere nel tuo cuore e questo mi dispiace, vorrei semplicemente abbracciarti forte, in silenzio, le parole non servono.
un bacio anche te dolce fatina vagabonda :-)))

Bianca2007 ha detto...

CREDO CHE,
formarsi un secondo carattere sia una delle cose più difficli.Perchè spesso è proprio lui (il carattere) a crearci un sacco di casini interni e cosmici...Ma la sfida a farlo resta e,capire (forse) per non ripetersi più in alcuni errori di via,deve essere la costante! Acquachiara il mio rispetto come sempre.Bianca 2007

acquachiara ha detto...

Bianca
In effetti è semplice ma non facile, quello che viene considerato il maggior nemico siamo proprio noi stessi.
Quasi sempre è la possibile solitudine a spaventare, ma se poi andiamo a guardare i valori in campo non si è mai soli, cambia il livello del relazionarsi e se capita di perdere persone lungo il cammino se ne incontrano molte altre di grande sintonia, è più facile incontrare delle anime che delle persone.
I tuoi pensieri sono sempre una presenza gradita, grazie :-)))

caramella-fondente ha detto...

Completamente in sintonia con te,
un abbraccio forte forte...
La rabbia e il senso di impotenza cerchiamo di canalizzarli e farli divenire energia costruttiva e positiva, perchè è il solo modo che conosco per non "vegetare" e non "rassegnarmi"