lunedì 28 luglio 2008

assurdità legalizzate

CLAMOROSO
IL GOVERNO FA RICORSO

CONTRO LE LEGGI REGIONALI
ANTI-PSICOFARMACI AI MINORI?

IL SENATO SCENDE IN CAMPO CON
GIU’ LE MANI DAI BAMBINI®!

La Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva
recentemente presentato ricorso contro le due leggi...


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lunedì 21 luglio 2008

Il Sufismo


da un articolo di Mario Madia su: Na_Koja_Abad

Il Sufismo utilizza a suo modo la classica tripartizione corpo-anima-spirito. Il corpo viene considerato il tempio dello spirito, le vestigia del Creatore, punto di partenza nella realizzazione spirituale. A questa sua funzione allude Suhrawardi nel poema “templi della luce”. Lo spirito è, al pari del cielo, splendente e immutabile al di sopra degli orizzonti dell’anima. Rappresenta un mondo che, pur non essendo identificato con Dio, è da lui inseparabile, e quindi già si trova in prossimità del divino. L’anima è soggetta all’attività spirituale. E’ il piombo che deve tramutarsi in oro, la luna che deve congiungersi al sole. Ma se essa non riconosce il suo legame col Creatore, e si identifica esclusivamente col mondo materiale, è destinata a perdersi e a soggiacere esclusivamente, anziché allo spirito, ai dettami della parte più bassa dei bisogni corporali e istintuali. Per il sufi, la debolezza dell’uomo è legata alla sua natura inferiore, istintiva. Egli deve compiere un’opera di purificazione, principalmente attraverso la meditazione. La forma più importante è il dhikr, che significa ricordo: la via alla purezza totale e permanente è il ricordo di Dio. Questo ricordo continuativo si ottiene attraverso la ripetizione costante del suo nome, in ogni attività, della quale anzi, mantenendo il ricordo di Dio, si aumenta l’efficacia. Esso diviene una sorta di concentrazione e di meditazione orante, attraverso una serie di formule da ripetere ad alta voce oppure mentalmente e che variano a seconda della confraternita di appartenenza e del livello di iniziazione. Spesso alcuni movimenti del corpo, che possono essere vere e proprie danza con particolari accompagnamenti musicali, sono accompagnati alle recitazioni, in base all’idea che ripetendo il nome di Dio assieme alla danza si apre la porta dell’anima alle influenze divine (pratica dell’estasi). Tra le pratiche estatiche, vi è il Sema, la preghiera dei dervisci (lett. mendicanti, designa i monaci itineranti appartenenti a una confraternita mistica) roteanti, creata da Gialal ad-Din Rumi, il poeta filosofo chiamato Maulana, “il nostro signore”, circa nel 1250. Secondo la tradizione, egli un giorno attraversando il quartiere degli orafi di Konya, in Anatolia, si fermò improvvisamente, forse ispirato dal tintinnio ritmato dei martelli che lavoravano l’oro, allargò le braccia e cominciò a roteare su se stesso come danzando. Successivamente, egli introdusse nelle, fino ad allora molto austere, cerimonie religiose la danza e la musica, e riunì intorno a sè dei discepoli itineranti che furono chiamati appunto dervisci.

Mario Madia

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martedì 8 luglio 2008

inno al Sole


Dall'infinito, oltre l'orizzonte,
Aton, tu, Dio Vivente,
ci inondi del tuo amore.
Ti affacci alla finestra dell'oriente
Mostrando a noi la tua bellezza.
Sei stupenda davvero,
divinità che splendi su ogni terra!
I tuoi raggi che abbracciano il creato
Si volgono anche a me, al tuo Akhenaton,
tuo figlio prediletto!
Sei lontana e vicina, nascosta e conosciuta,
Aton e Ammone nello stesso tempo.
Sei vita nella morte
E morte nella vita.
Esisti sempre:
nel buio e nella luce.
Tu fai nascere sperma
nel grembo di una donna
che partorisce senza amplesso.
Il figlio nasce e non gli occorre un padre.
Le ricchezze e le gioie della terra
Possono essere rubate, sempre,
anche se conservate nei forzieri.
Tu, ricchezza del Cosmo, non sparisci!
Ogni leone esce dal suo covo,
ogni serpente morde,
ma tu ci dai la pace. Rassicuri.
Siamo tranquilli nella tua dimora!
La terra splende quando sorgi e brilli
E ti protendi a regalarci i Suoni
Coi raggi tuoi, tue mani.
Queste mani elargiscono i tuoi doni:
i Segni Sacri, avvivanti il Pensiero.
E il mondo è in festa
e l'altro mondo è in festa
e tutti sono svegli, vanno e vanno:
vanno tornando
e ritornano andando,
visibili e palesi
e non nascosti l'uno all'altro
o rivelati da brusii leggeri,
da colpi alle pareti�
Tutti, purificati,
girasoli viventi, braccia alzate,
si rivolgono a Te, benedicente.
Tutta la terra si pone al lavoro,
tutto il bestiame pascola sull'erba.
E cresce il verde e volano gli uccelli
Schizzando via dai nidi
Con l'ali alzate, per lodarti.
Saltano sulle zampe le creature.
Vengono e vanno, sopra i mari e i fiumi,
le imbarcazioni, frutto del tuo ingegno,
con le vele gonfiate dall'amore.
Ogni rotta si apre al tuo albeggiare.
Il pesciolino vuole salutarti!
Schizza fuori dall'acqua e poi scompare!
Il tuo Pensiero giunge
fino al fondo del mare.
Il sole non sei tu.
E' soltanto uno specchio, anche se vivo.
Tu sei la Vita stessa,
sei colei che dà Vita alle creature
nel ventre delle madri
e le conforta mentre sono chiuse
e le nutre. Dai loro il tuo respiro!
Quando il fanciullo esce dal corpo
Della madre, sei tu che nutri ancora
Ogni piccola bocca spalancata.
E pigola il pulcino dentro all'uovo
fino al momento in cui gli dai la forza
di trapassare il guscio bianco.
E allora esce e corre e testimonia
Che è giunto il "suo" momento!
Unico Dio, quante cose sai fare!
Nessuno è come te che sai creare
Solo cose perfette
E non diavoli immondi.
Hai fatto tutto e ti sentivi solo:
cose piccole e grandi, cose enormi,
su piccole isolette o continenti
immensi, sterminati,
in Siria, in Grecia e nell'Egitto
e nel paese tra i due fiumi.
Collochi ognuno al giusto posto,
soddisfi ogni bisogno.
Le tue creature hanno creato il male
Staccandosi da te, che sei il Bene.
Le tue Parole Vere hanno storpiato!
I Suoni Sacri hanno confuso!
Parlano lingue morte
E vanno dietro alle false bandiere
E sporcano Tiamàt adamantina
Mischiandola con A'bzu putrescente,
versando acqua di cielo nella fogna!
Vogliono che la mucca
Non mangi più l'erba sua verde.
Costringono il vitello, giorno e notte,
come un Prometeo crocifisso,
a stare incatenato sopra un sasso
perché la carne sua diventi bianca!
E si ammala la mucca e il vitellino.
Ma voi uomini e donne
"vitelli" e "mucche" siete stati.
Soffrono i "voi antichi"
Nel Tempo che si inverte:
per questo vi ammalate
e il vostro corpo è in lotta
per un male che viene dal passato
e non dormite e non avete pace!
Le vostre ossa fanno guerra
Alle carni straziate dall'orrore
che, dal passato, logora il presente.
E nasi, lingue e orecchie
Trafiggete coi chiodi, anche se d'oro,
e coi suoni strazianti, esagerati.
E gli occhi, abbarbagliati dalle luci,
perdono il loro giusto funzionare!
I tuoi raggi nutrivano ogni prato
Quando il tuo cielo era pulito
e Tu splendevi per le creature
che ti cantavano le lodi.
Avevi fatto le stagioni
Per sostenere quello che hai creato:
inverno, a rinfrescare
il caldo dell'estate,
autunno e primavera per godere
l'armonia dell'amore.
Creasti lontananza
Per contemplare il Cosmo che hai creato
Quando eri solo.
Aton, Madre vivente, Coppia,
potente Padre mio,
tu ascolti il figlio tuo che per me parla:
tu fai sgorgare milioni di forme
e fiumi e mari e stelle
e città, campi, strade!
Aton, cuore dei cuori,
ti ringraziamo per ciò che hai creato.
Tu mi sei dentro, ti conosco.
Sono Akhenaton, pazzo del tuo amore
ma saggio, in pace, quieto,
per avere capito il tuo segreto!

< § >

Faraone Amenofi IV ( Akhenaton )
anni di regno 1378-1362 a.c.

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mercoledì 2 luglio 2008

commissione interna

discorsi con la commissione interna
A:

ma come faccio a parlare dei problemi della natura ?
C:
perchè? non sarà mica così difficile ?

no, non è difficile, è che ci sono molti problemi
dell'uomo che sembrano essere più importanti.

è vero, ma come hai detto "sembrano", visti con
un'ottica diversa, nella realtà l'uomo è l'artefice di
se stesso e non solo, è anche in grado di decidere
il proprio cambiamento, deve solo volerlo.

anche la natura ha un suo cammino

si ma il suo corso è costantemente disturbato
dall'opera e dal pensiero dell'uomo, Madre Terra
senza l'uomo vivrebbe benissimo, è l'uomo che
senza Madre Terra non vive, se la rende inospitale
è lui ha farne le spese.

già, si rischia che il problema maggiore sia poi
la sopravvivenza.

certamente, il seno di una madre non può allattare
all'infinito, il bambino deve crescere e capire che
può sostenersi da solo senza depredare i fratelli
e la madre stessa, deve imparare il rispetto e
manifestarlo nei confronti di ciò che lo circonda
senza trascurare piante e animali composti della
sua stessa materia e sostenuti dalla stessa energia,
meglio farlo per scelta che trovarsi obbligati dagli
eventi e da una rieducazione costosa.


ac

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