domenica 20 aprile 2008

l'istrice e il cinghiale

Ma quando il sole aveva oltrepassato la metà del suo cammino e già inclinava verso la sera, uno spettacolo insolito si offrì ai suoi occhi. Era stato attratto verso una radura che si apriva tra gli alberi da un fruscio di fronde smosse che crebbe fino a diventare un forte rumore di frasche e rami spezzati. Si fermò nascosto tra gli alberi, e vide nella radura un grosso cinghiale con le zanne scoperte; stava immobile tormentando con l’unghia il terreno, che ne appariva profondamente solcato, e dirigeva il grifo minaccioso verso un’istrice ferma anche lei, ma ai limiti del bosco. L’istrice era in atteggiamento di difesa, con tutti i tremendi aculei rizzati sul corpo.

Fermo sul suo cavallo, silenzioso e nascosto, Galvano si accingeva ad assistere a quella battaglia che certamente sarebbe terminata con la morte di uno dei contendenti. Ma era difficile pronosticare quale.

Il cinghiale ad un tratto caricò l’istrice scaraventando nella corsa tutto il suo peso, ma quando fu giunto a venti metri dal lei si fermò di botto, colpito da una scarica di aculei che l’animale aveva fatto schizzare via dal suo corpo. Il cinghiale indietreggiò, mentre l’istrice abbassava nell’attesa gli aculei.

Perché non approfitta del vantaggio che ha ottenuto sul suo avversario per fuggire? si chiedeva Galvano. Il cinghiale era certamente spaventato, ma non ferito al punto da lasciare il combattimento.

Infatti la scena si ripeté poco dopo: assalto del cinghiale e lancio di aculei da parte dell’istrice. E Galvano ebbe l’impressione che questa volta il getto di aculei fosse inferiore al precedente, e pensò che doveva costare molto dolore all’istrice quel modo di difendersi, molto dolore e un grande sforzo.

Ma perché non fugge? si chiese di nuovo Galvano. E come l’istrice abbassò le sue difese per riposare il corpo stanco, trovò la risposta alla sua domanda, e capì il motivo di quella caparbietà dell’animale. Dietro di lei, quasi nascosti dal suo corpo, c’erano alcuni batuffoli di pelo, poco più grandi di una pigna. I piccoli dell’istrice.

Allora Galvano, preso il suo arco, incoccò la più robusta delle sue frecce e mentre il cinghiale gli passava davanti a corsa sfrenata per compiere una terza carica, lasciò partire la freccia che lo colpì nel fianco. Con un grugnito che parve un ruggito, il cinghiale ferito si volse a lui, lo caricò spezzando cespugli e frasche, aprì le fauci mostrando le zanne, pronto a immergerle nel ventre del cavallo, ma proprio nella gola Galvano lo colpì con una seconda freccia.

I tre cavalieri del Graal
L. Mancinelli
,Einaudi, Torino 1996, 38-39

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24 commenti:

Cesco ha detto...

C'è un'altra faccia della medaglia da considerare. Che fine faranno i cuccioli di cinghiale?

acquachiara ha detto...

cesco
anche questo è vero, almeno finché restiamo nell'ambito letterale della storia perché il mondo animale è mosso più da istinti che da ragionamento, però la metafora è diversa abbiamo un Cavaliere che interviene solo quando si rende conto che è giusto farlo (terzo attacco), abbiamo l'identificazione di un potente che insiste nell'attaccare chi non può difendersi e in questo caso più i cuccioli che l'istrice, e poi con un minimo di logica si può pensare ad attacco gratuito perché non credo che sia un istrice che attacca un cinghiale.
Diciamo che io ci leggo molti modelli dell'attuale società dove c'è chi fa del male per avidità o altro, ma anche qui riallacciandomi al tuo discorso, probabilmente avrà dei figli ma non se ne preoccupa poi tanto visto il suo a agire.
Ieri sera c'era un'inchiesta sulle aziende farmaceutiche dove in qualche modo emergeva questo, ovvero, i mega dirigenti che sanno bene come stanno le cose ma continuano a drogare i bambini è gente che ha figli e che dovranno vivere nel mondo che loro hanno creato, eppure erano li a contestare che non dipendeva da loro se qualche adolescente si è suicidato, o altri hanno sparato in giro ammazzando i compagni, mi viene difficile pensare che sia gente che davvero si preoccupa dei figli e del loro futuro.

Cesco ha detto...

La mia opposizione era per il fatto che quando una persona interviene, pur se in quel momento sembra la soluzione giusta, non sa quali possano essere le conseguenze a lungo termine. Certo, quelli che citi tu sono casi deprecabili, e non meritano certo comprensione o giustificazioni, e soprattutto non bisognerebbe fare sconti, ma in altri campi spesso si interviene senze pensare, perchè in quel momento sembra la giusta soluzione.

acquachiara ha detto...

cesco
più che giusto, in effetti la metafora è molto più ampia, intervenire è sempre farsi carico della scelta e delle conseguenze, ma non è altrettanto giusto il totale immobilismo, e certamente nemmeno agire senza pensare o con rabbia e desiderio di vendetta.
In questo esempio c'è coinvolto un Cavaliere , un guerriero che sa , decide e si rende responsabile delle sue azioni e poi come sottolineavo si è intromesso quando si è reso conto di una situazione completamente diversa da quello che poteva apparire al primo sguardo.
In realtà sono coinvolti pincìpi e valori cavallereschi di difesa del giusto in senso generale, Galvano non si muove per un interesse personale e sa che la cosa si rivolterà contro di lui, ma ad un certo punto si trova a dover decidere (non aveva cercato lui la situazione)e lo fa secondo ciò che la sua coscienza suggerisce come giusto e lo fa in modo impersonale, senza curarsi della sua incolumità o possibile tornaconto :-)

Anonimo ha detto...

SEMPRE AFFASCINANTI
le storie che riporti,anche se queste ultime sono cruenti ma...sono storie che catturano e l'implicito messaggio di verità può essere anche attuale.Ho seguito il dialogo tra te e Cesco.Interessante.Si sente la prudenza e lo scrupolo di Cesco,la tua determinazione a risposta esaustiva.Beh,visto che,siamo in clima,sappiamo tutti che,l'IMPRESA DEL GRAAL esige un compimento cosciente.Bianca 2007

ISHTAR ha detto...

Be avete già detto tutto voi, concordo con i ragionamenti la storia non è di molto lontana dai nostri giorni anche se come avete ben evidenziato spesso e volentieri si agisce per interesse personale e non per altruismo ma per fortuna non siamo tutti uguali, serena giornata!
:-)

acquachiara ha detto...

Bianca
come tante altre storie e leggende che sono tali fino ad certo punto, la saga Arturiana è ben di più di un semplice racconto.
Oggi si parla tanto di Cavalieri e di Templari ma pochi scendono nei veri valori che animavano questi uomini non comuni, sicuramente li definiscono meglio le leggende che non la storia ufficiale, penso che come nell'alchimia si è fatto di un percorso una pratica materiale che lo nascondesse, si sia fatto del Graal un oggetto, ma in realtà è un percorso che porta alla realizzazione o illuminazione che dir si voglia, non c'è una Via esclusiva, nei Veda c'è scritto: "Accoglierò tutti quelli che sapranno giungere sino a Me qualunque strada abbiano percorso"
e Gesù aggiunse "molte sono le stanze nella casa del padre", semplicisticamente si può dire che l'importante è arrivare, poi ognuno può trovare ciò che comprende meglio e questo gli facilità il cammino.

acquachiara ha detto...

Ishtar
ognuno è libero di scegliere tanto alla fine il conto lo paga lui, in un eccesso di sintesi l'unica legge funzionale e inderogabile è
"ciò che fai avrai"
può esserci una variabile di tempo dato che nella materia esiste un tempo lineare, ma alla fine questa regola non è aggirabile e penso che la Giustizia Divina sia nel fatto che Lui è il garante che funzionerà per tutti, nessuno escluso :-)

acquachiara ha detto...

bianca
aggiungo :-)
Gli facilita il cammino si, ma tenendo sempre ben presente, come giustamente dici, che senza una presa di coscienza e un profondo lavoro su se stessi, qualunque scala usata può rivelarsi corta e non portare da nessuna parte :-)

Anonimo ha detto...

CONCORDO
sulle "tante strade" Acquachiara.Aggiungendo solo che,solo quando si avrà raggiunto il fondo di ciò che si dovrebbe sapere,si è appena all'inizio di ciò che si devrebbe "sentire"! Bianca 2007

acquachiara ha detto...

bianca
Certamente, non ricordo più chi ha detto "ho studiato tuta la vita per capire che non mi serve a nulla" però per capirlo c'è stata la necessità di studiare, in effetti è quasi impossibile raggiungere certi aspetti colo solo ragionamento, forse non basterebbe una vita intera, il sentire è in contatto diretto con il Tutto senza la mediazione della mente, in pratica ha un accesso ai dati preferenziale, del resto si parla del Divino come dell'Inconoscibile. è fuori della portata della mente, lo si può sperimentare, realizzare ma non conoscere, una goccia non potrà mai conoscere tutto il mare ma può esserne parte :-)

caramella-fondente ha detto...

Il paese del Graal è in realtà una terra dell’anima ma come tale è oggi poco frequentata... Forse non proprio una Terra Desolata, ma comunque un luogo dove le erbacce sono cresciute alte e i sentieri si sono cancellati. Se vogliamo raggiungere il luogo dove si trova il graal, posiamo scegliere di seguire le orme dei Cavalieri della Ricerca che partivano da Camelot in direzione di Sarras, oppure possiamo scegliere di seguire un cammino tutto nostro. In ambedue i casi ci occorrono dei punti fissi...e l amore materno, il dovere di proteggere la vita più indifesa, e l amore da cui il cavaliere Galvano è così attratto sono delle tappe obbligatorie per chi ha deciso di intraprendere questo cammino....
L iportante è arrivare in cima alla montagna indipendentemente dal sentiero che si percorre...
Ciao Acqua

acquachiara ha detto...

Caramella
Erbacce e sentieri cancellati, due concetti primari, Krisnamurti sostiene che la verità è una terra senza sentieri, ma il discorso delle erbacce mi ricorda un libretto, oggi si direbbe canalizzato, comprato veramente tanti anni fa e scritto nei primi del secolo scorso, La luce sul Sentiero di Mabel Collins, dove ad un certo punto dice: "Prima che l'anima possa stare alla presenza dei Maestri, i suoi piedi devono essere lavati nel sangue del cuore" un concetto compreso non molti anni fa, ovvero, il cuore è coperto e offuscato dalle malerbe o erbacce che dir si voglia, cresciute nel tempo per cui come tutte le erbacce se si vuole avere un terreno pulito vanno strappate, nel compiere questa operazione il cuore sanguina a causa degli attaccamenti materiali ma lava i piedi dell'anima.
Direi un'esposizione contorta ma rende l'idea, anche se esposta così da l'impressione della necessità del dolore e del sacrificio per raggiungere un risultato, io però non riesco a vederla questa necessità, le condizioni del dolore le abbiamo create prima è poi quando ci siamo dentro che ci chiediamo il perché, ma è quando non sopportiamo più il dolore che ci togliamo il dente, dopo è passato tutto.
Il percorso è lo stesso ma la visuale cambia, non devo cercare il dolore e la rinuncia ma l'Amore, gli altri sono aspetti che ho già creato, devo solo vederli e decidere consapevolmente che non mi servono più :-)

caramella-fondente ha detto...

Le erbacce erano solo una metafora delle tenebre,la confusione, il malessere dato dal materialismo... non conosco il libretto...
Credo anche io che non occorra attraversare il dolore per scoprire la luce dell anima...è sufficiente scoprire il calore della luce del cuore....
I sentieri sono le varie strade percorribili per giungere alla Verità

Dyo ha detto...

Istintivamente ho tifato per l'istrice, forse perchè mi ci riconosco.
Ciao Acqua.

acquachiara ha detto...

caramella
sono d'accordo, ma leggendo il commento è stato come un flasch perché quel passaggio mi era rimasto sullo stomaco per almeno 35 anni, poi in un altro libro di Osho ho trovato la soluzione.
Credo sia stato ristampato, la mia edizione ha un prezzo di copertina di 1200 lire .... ma non incominciamo a dire che son vecchio :-D

acquachiara ha detto...

dyo
dipende a che punto della storia hai incominciato a fare il tifo, da mamma è più che logico.
E poi l'istrice è simpatico, basta non accarezzarlo contropelo :-)

caramella-fondente ha detto...

L anima, l essenza viva e vera di un essere non ha età...
:-)

Anonimo ha detto...

...come vi vedo belli oggi, tutti quanti! in mezzo a rovi, foreste, tenebre, parole intricate e semplicità... puntini luminosi in un grande cerchio, eppure tutti con lo sguardo verso il medesimo centro :-)))

ps. stavolta il mio pusher ha superato sé stesso, era proprio buona!! ;-)

Tay

acquachiara ha detto...

caramella
si p vero grassie, però il fisico non segue :-)

acquachiara ha detto...

tay

bel pensiero :-)

non ci formalizzeremo mica per un po di erbetta, o era peyote ..... no no no ti hanno portato della liana amazzonica .... buona quella ahahahah
a me da savio ogni tanto qualcuno mi chiede se sto bene :-/

Anonimo ha detto...

RIPRENDO CIO'
che ho interrotto e vi leggo.Che dire per una persona come me,nata con la vocazione per la GIOIA se non che,sarà solo e sempre la GIOIA a scavare la terra come aratro che sà.Quella che farà conoscere tra i sentieri più intrigati e misteriosi per istinto infallibile il giusto sentiero.La sola che,riuscirà ad annullare ogni memoria di dolore,perchè lo avrà vinto con la sua forza dilatante ed espansa.L'UNICA che permetterà,quando arriverà "quel" momento,di andargli incontro col sorriso,perchè d'ogni maschera messa,LEI,LA GIOIA,SARà LA SOLA CHE NON HA AVUTO BISOGNO D'INDOSSARLA.Quella,quella sola era la sua sfida di vita.E lei,la Gioia non aveva esitato di viverla sino in fondo,consapevole che solo "QUELLA" si sarebbe ricordato e amato.
Il dolore è un cammino obbligato dove si mettono in campo forze interiori e fragilità umane.La GIOIA è il trionfo per aver trasformato il DOLORE,rendendolo stella a cui guardare in un cielo d'estate,vento che sussurrerà in ogni foglia attaccata al suo albero,sempre!
Grazie per questa storia dei "tre del Graal "che,seppur con molte deviazioni ha offerto a me,bloggerista,la possibilità di cantare la GIOIA e di darle tributo. Notte serena per tutti,Bianca 2007

caramella-fondente ha detto...

Ma io quando guardo una persona, vedo la sua anima ed è quella che mi dice se una persona è affascinante o insulsa...il fisico è solo la carrozzeria di un auto, ma è il motore che rende l auto funzionale...

acquachiara ha detto...

caramella
giusto, solo andando oltre la forma si vede la realtà, l'etichetta a parte qualche obbligo di legge dice poco sulla qualità del prodotto :-)