lunedì 3 dicembre 2007

La dualità crea conflitto

La dualità crea conflitto

(di Jiddu Ksrishnamurti)

Qualsiasi conflitto, che sia fisico, psicologico o intellettuale,
è uno spreco di energia.
E' straordinariamente difficile rendersene conto e liberarsi da
ogni conflitto, perché quasi tutti noi siamo stati educati a lottare,
a fare sforzi.

Questa è la prima cosa che ci insegnano a scuola: fare sforzi.
Così continuiamo a lottare e a sforzarci per tutta la vita.
Per essere buoni è necessario lottare; bisogna combattere il male,
bisogna essere capaci di resistere, di controllarsi.

Così, in qualsiasi campo, da quello dell'educazione a quello
sociologico o religioso, agli esseri umani si insegna a lottare.

Vi dicono che per trovare Dio dovete lavorare, dovete sottoporvi a una
disciplina, dovete praticare degli esercizi, dovete torturare la vostra
anima, tormentare la vostra mente e il vostro corpo; dovete rifiutare,
reprimere; non dovete guardare certe cose; dovete lottare,
lottare sempre per ottenere qualcosa al cosiddetto livello spirituale,
che in realtà non è affatto spirituale!
Così nella società ognuno si preoccupa solo di se stesso e
della propria famiglia .

... In qualunque direzione ci muoviamo, noi non facciamo altro
che sprecare energia.
E questo spreco di energia è fondamentalmente conflitto: un
conflitto tra quello che "devo" o "dovrei" fare e quello che
"non devo" o "non dovrei" fare.
Quando si è creata una dualità, il conflitto diventa inevitabile.

Allora bisogna capire la dualità, come si produce e come funziona.
E' evidente che ci sono l'uomo e la donna, il rosso e il verde,
la luce e il buio, l'alto e il basso; questi sono fatti.

Ma è quando facciamo uno sforzo per separare
l'idea dal fatto che sprechiamo energia.


.

2 commenti:

Dyo ha detto...

Sai una cosa?
Io mi sono sempre definita doppia, duale, conflittuale. Sono strutturata così e, credimi, è una specie di tragedia. Ci sono, in me, due persone molto diverse, che spesso fanno a pugni.Forse, ricollegandomi a quello che hai appena scritto, c'è la me vera, repressa dall'educazione e dalle regole, spesso sbagliate, del vivere con gli altri, e la me che sa di essere sottoposta al giudizio degli altri. Quelle che sarebbe dovuta essere e quella che è stata.
Mi chiedo che scotto sto pagando, in questa vita, e perchè.
Ciao Acqua. :-)

ACQUACHIARA net ha detto...

Tutti siamo duali, senza dualità non esiste materia, non si conpone.
Io spesso pèarlo di me come una vera e propria commisione interna con la quale litigo in continuazione, se non che razza di sindacalisti sarebbero :)
Tieni presente che non è nemmeno giusto dare libero sfogo senza limiti a tutto che ci passa per la mente, l'esasperazione di questo concetto ci porta a ripetere esperienza già fatte spesso con risultati tragici.
Si tratta di lasciarsi fluire, seguire la corrente delle nostre intuizioni, scegliendo e rispondendo alle situazioni che la vita ci presenta, semplicemente quello che ci sentiamo di fare senza eccessi.
Essere se stessi non è facile, in questa società poi diventa quasi impossibile, l'importante è esserne consapevoli e se ci troviamo ad usare una maschera, l'importante è che ne siamo coscenti e sappiamo il perchè.
L'errore non è nell'usarla, ma nel non accorgerci che lo stiamo facendo o peggio, non ce ne rendiamo nemmeno conto confondendola con un "modus vivendi" naturale.
Non è una risposta così importante, anzi rischia di farci ripetere l'errore perchè metterebbe in condizione la mente di scegliere sulla base di un'esperienza magari errata e che dobbiamo ripetere.
L'intento è sempre primario, se permettiamo alla mente di interpretare, finiamo per inquinare la risposta energetica giusta :)