venerdì 20 febbraio 2009

non fermarti, attraversa il deserto

Quando attraversi il deserto tutto sembra assurdo e difficile, ci sono occasioni in cui ti sembra che persino Dio ti abbia abbandonato, ma è solo nel fondo del tuo cuore che puoi trovare quella risposta che ti fa capire che non è così.
Ti fa capire che tu sei l'unica persona su cui puoi contare, ma anche la persona più importante per te stesso, e se guardi bene scoprirai che quel deserto lo devi attraversare tutto, perché non c'è altro mezzo per uscirne, molte volte troverai il guardiano della soglia, quel te stesso che sempre cercherà di impedirtelo.
Non sono altri o la vita che non ti permettono di procedere, certo può capitare di imbattersi in carovane che girano in tondo e non escono mai, ma sempre tua è la scelta di farne parte o di delegar loro il tuo cammino, nessuno percorrerà i tuoi passi per te, nessuno subirà l'ingiuria per te, il tempo e la sabbia corrodono le scarpe del viandante, non restare a piedi nudi inutilmente e se la meta pare irraggiungibile tu cammina, è l'unico mezzo che hai per sapere se l'apparenza è reale o è uno dei tanti miraggi che popolano questo luogo.
Ti hai scelto di affrontare questo percorso, non fermarti alla prima oasi, è solo un punto di ristoro in questo lungo cammino, un posto dove passare la notte e comprendere che non c'è solo una distesa infinita di sabbia rovente.
Non è importante sapere cosa c'è alla fine del deserto, ma avere sempre la forza e la fede di camminare per uscirne, passo dopo passo, vita dopo vita, l'anima prende consapevolezza della sua forza e della sua natura.
La frescura della notte è accattivante e dopo ogni notte c'è un nuovo giorno, non fermarti per aspettar la notte, cammina e sarà ancora la notte a ritrovarti lungo il sentiero, e ristorarti dalla calura del tuo faticoso giorno, non cercare gli spiriti della notte e non temerli, lascia che passino e vadano per la loro via, se ti fermi con loro non potrai riposare e il tuo cammino nel nuovo giorno sarà sempre più faticoso e difficile.
Lascia che il vento cancelli il tuo sudore e se trasporta qualche fastidioso granello di sabbia. tu ringrazialo per la frescura che sa donarti, perché la sabbia, senza sudore, cadrà dal tuo viso senza sforzo o fastidio.

ac

22 commenti:

caramella-fondente ha detto...

Ciò che nel cuore è passivo, immobile, addormentato crea un deserto, e il deserto può essere curato soltanto dal suo stesso principio parentale, che esprime con un ruggito le sue cure che ridestano alla vita. "Ruggisce il leone al deserto infuriante" ha scritto Wallace Stevens. "Cuore, istinto, principio": Pascal...

Più grande è il nostro deserto, più grande deve essere il nostro furore, e quel furore è amore.

Le passioni dell’anima rendono abitabile il deserto. Il deserto non è in Africa; è dovunque, quando si è disertato il cuore. Il nostro percorso attraverso il deserto della vita, o qualunque suo momento, è il risveglio alla vita come deserto Il simile cura il simile: la belva del deserto è il nostro custode nel deserto della burocrazia moderna, della bruttezza urbana, delle banalità accademiche, dell’aridità professionale e ufficiale: nel deserto della nostra ignobile condizione...

Quel furore ci fa paura; non osiamo ruggire. Con Auschwitz alle spalle e l’atomica all’orizzonte, lasciamo dormire i piccoli leoni davanti al televisore, il cuore, imbottito del suo stesso zolfo coagulato, ormai diventato una belva nella tana che prepara il suo attacco, l’infarto.

La psicologia psicoanalizza il leone. Forse sbagliava Konrad Lorenz, e sbagliano gli psicologi, a cercare un modo di aggirare l’aggressività. È "aggressività" o non è invece il leone che ruggisce al deserto infuriante? Non avrà, la psicologia, perduto lo zolfo nativo, trascurato Marte che cavalca il leone, Marte, l’amato di Venere-Afrodite?

Elsa ha detto...

quando sono giù,vengo da Te e mi rilasso... grazie.
Elsa

acquachiara ha detto...

Caramella
Grazie per il bel commento.
Osho sosteneva di non soffocare la rabbia ma lasciarla uscire e guardarla, direi per comprendere quello che può darci.
Ogni stato emotivo ha un suo messaggio, possiamo cercare di comprenderlo , come lasciarlo libero di esprimersi senza curarsi delle conseguenza che potrebbe generare.
Certi aspetti caratteriali non sono messi a caso, l'anima sà cosa vuole sperimentare, ma se poi la mente cede è tutto da rifare :)

acquachiara ha detto...

Elsa
grazie a te per queste parole, anche le mi visite da te sono sempre una gradevole lettura :)

Guernica ha detto...

Questo tuo post racchiude un po' dei miei pensieri...
A volte mi sono sentita egoista o mi ci hanno fatto sentire.
In realtà realizzo che non è affatto così.
Penso di essermi messa sempre dietro a tutti.Non sono la persona più importante per me e questo è "grave".

Melisenda L. ha detto...

Ovviamente non posso aggiungere né togliere niente da ciò che è stato scritto.

Sono parole che danno forza, speranza e... che dir di più?

Effettivamente, dovessi attraversare il deserto, oltre ad una carta, una ventina di cammelli, stecche di sigaretta, una carovana di aiutanti aitanti accompagnatori, un container d'acqua etc.etc., mi stamperei anche queste parole e le porterei con me.

[sì, lo so, ma non volevo rovinare la poesia, giuro!]


Conosco il deserto, la sua aridità e la sua soffocante e gelida disperazione; ma se avessi qualcuno accanto, qualcuno con mente libera, forse non parlerei di deserto, ma di una incredibile avventura.
A volte le situazioni come i deserti interiori ci spaventano ed atterriscono, perché siamo abituati e siamo stati educati alla paura, a vedere ogni cosa con un misto di timore ed incapacità.
Vorrei distruggere ogni preconcetto e tornare ad avventurarmi senza paura in ogni luogo di me stessa, perché spesso nei labirinti della nostra mente la vita sembra più difficile e malvagia di quello che poi è.

Luciano ha detto...

Ci sono molti giorni e molte occasioni in cui si pensa ... Dio mi hai abbandonato.... ma bisogna fare i conti con se stessi e trovare la forza di reagire. Sempre.
Ciao

acquachiara ha detto...

Gurnica
mi fa piacere leggerti da queste parti.
Non è un pensiero egoistico, cio che deve far pensare è che noi corpo/mente siamo il veicolo che l'anima utilizza per compiere il suo cammino, ecco perchè è importante avere questa consapevolezza.
Per amore si può anche scegliere di restare indietro, ma dovrebbero essere due aspetti separati .
un abbraccio :)))

acquachiara ha detto...

Melisenda
non preoccuparti, non hai rovinato nulla....però ci hai fatto capire che non hai tutta questa voglia di attraversare il deserto :)

Sicuramente è una metafora che conosciamo bene tutti, ma il deserto interiore lo si attraversa in solitudine, è una lotta personale e nessuno può combatterla per noi.
Avere un'anima compagna può certamente aiutare, ma il cammino siamo noi a farlo.
Spesso ci sentiamo soli, ma non siamo mai soli, guide ed Angeli ci accompagnano anche quando non riusciamo a sentirli, loro ci sono.
Siamo in un tempo particolare e anch'io sto vivendo momenti difficili dovuti al contrasto con la mia parte umana, perchè ciò che leggevo tanti anni fa è vero " quando arriverai al limite del deserto e sarai sul baratro dove dovrai decidere di saltare, è li che troverai il "guardiano della soglia" , il tuo peggior nemico...te stesso "

un abbraccio sincero :-))))

acquachiara ha detto...

Luciano
benvenuto:)
sono d'accordo, molto, se non tutto è nelle nostre mani, il Divino semplicemente ci accompagna e ci permette di operare le nostre scelte.
:-)))

Guernica ha detto...

Anche a me fa piacere tornare da queste parti.
Sono stata un po' assente e purtroppo non riuscirò ad essere più costante come prima...

Saranno i contorti meccanismi della nostra cultura?! Ma io nelle poche volte che "metto me davanti a tutto" mi sento in colpa..o mi ci fanno sentire.
Consigli?
E' una bruttissima sensazione.

acquachiara ha detto...

Guernica
grazie, sono momenti un po incasinati per tutti.
Non è cosi semplice, è sempre l'intento a determinare se un'azione e positiva o negativa per la nostra energia, di sicuri non il giudizio altrui del quale non bisognerebbe tener conto nell'ambito delle nostre scelte.
Non si può piacere sempre a tutti e quando si segue il proprio sentire si piace sempre meno, questa è una cosa da mettere in conto, ma è anche sinonimo di libertà interiore, anche se costa sul profilo sociale.
Non è comunque un errore usare la maschere necessarie alla sopravvivenza, l'importante è essere consapevoli del loro uso e del perchè, ma a farla da padrone resta sempre l'intento profondo e primario del nostro agire.

un abbraccio :)))

Melisenda L. ha detto...

Acqua, forse l'apertura del mio commento ha disciolto la poesia, ma nella seconda parte speravo di essere riuscita a far capire meglio il mio pensiero.

Io a volte la metto su una questione di termini. Provo a spiegare meglio la mia riflessione.

Non nego che il "deserto" nella vita lo si debba affrontare, e talvolta nemmeno una sola volta, così come non nego che il nostro "peggior nemico" siamo proprio noi stessi.
Ma spesso, a causa della cultura che ci è stata imposta, tendiamo ad essere pessimisti, a perderci e a spaventarci inutilmente, solo perché ci hanno insegnato che una cosa è brutta o dolorosa a prescindere.

Io credo che la natura delle cose non sia né buona né cattiva, ma siamo noi ad attribuirle il valore.
Se io mi pongo di fronte ad "deserto" qualsiasi credendo sia un' impresa difficilissima, allora quell'impresa sarà difficilissima.
Ma se io, di fronte ad un deserto qualsiasi mi propongo con il desiderio, senza paura, di vivere un'avventura, ecco che l'orizzonte cambia. Se io, invece di considerarmi il mio peggior nemico, inizio a considerarmi amica, ecco che inizio a vivermi meglio e stare meglio con me stessa.

nel precedente commento dicevo: se avessi una mente pura accanto a cui insegnare cosa è un deserto, mi riferivo a un figlio (che non ho) al quale, almeno come intenzione, non vorrei insegnare che la vita è uno schifo, ma che la vita è. Punto. La vita è un luogo, una strada un percorso che io posso liberamente scegliere come affrontare.

spesso approcciamo alle situazione partendo da pregiudizi di schifo che poi inevitabilmente trasformano tutto in schifo. io vorrei togliere i pregiudizi ed imparare a trovare dentro me stessa, quindi amica, tutte le potenzialità, che ognuno di noi ha, per trasformare qualsiasi percorso come fosse una fantastica scoperta di noi e del bello.

Melisenda L. ha detto...

p.s. comunque in fondo al post sull'amour (chez moi)... ti avevo riscritto un commento di 7.000 pagine. sono un po' lenta, lo so, e non sempre sono dell'umore adatto, però mi sto impegnando dai!!! ;)

acquachiara ha detto...

Melisenda
premesso che le parole hanno un proprio limite strutturale che non gli permette di esprimere completamente uno stato emotivo, ma in linea di massima sono perfettamente d'accordo con te.
Le mie analisi o teorie, hanno sempre come sfondo principale l'aspetto spirituale, è pur sempre vero che " cosi come è in alto è in basso" ma può esserci discordanza di azione e se sul piano pratico materiale siamo soggetti a schematismi che non volevamo, sul piano dello spirito è pura lotta tra il percorso e questi schematismi, dove la difficoltà stà nell'abbandonare il piano umano per lasciar prevalere quello animico, ed qui che la parte umana, schiava dei suoi attaccamenti e preconcetti si oppone ferocemente, ecco perchè per certi aspetti diventa nemico, considerando anche che gli schemi inconsci costruiti nel tempo, sono automatismi difficili da debellare, almeno non di sola volontà, occorre una riprogrammazione dei medesimi per sostituirli con altri più adatti, ma non è cosa ne facile ne breve.
In un percorso esoterico è quella che viene definita "morte iniziatica" dove l'essere precedente muore alla vita per dar luogo ad un essere nuovo nella stessa vita.
In questo è molto difficile avere una mente che collabora, in quanto non avrà mai e non può avere una visione corretta del cammino eterno dell'anima, la mente è temporanea e teme la sua fine,nel sentirsi morire si opporrà con tutte le sue forze e solo una grande Fede è il mezzo per superare questo limite.
Per Fede intendo "affidarsi" senza limiti, non un credo o dei dogmi creati dall'uomo.
Sotto questo punto di vista non è semplice pessimismo ma una realtà strutturale, nell'Islam il Vero concetto originario di "guerra santa" era ed è questo, la battaglia che l'anima compie per istruire il corpo/mente, poi interpretata secondo convenienza, così come in tante altre culture.

Molti anni fa cogliendo una frase di una donna che si lamentava di essere sola ad ormai 40 anni e di non avere un figlio, mi girai e gli risoposi:
ma perchè un figlio tuo quando ci sono tanti "figli" in cerca di una madre, tralasciando commenti e reazioni ricevute, (non sapevo nemmeno chi era) il concetto resta valido, non si tratta di eventuali adozioni ma di figure, dove un figlio potrebbe anche essere un uomo adulto, tu fai un lavoro importante dove il concetto materno può fare una differenza enorme.
La famiglia è un concetto di base e non necessariamente dato da vincoli di sangue, "per Noi non è importante come è composta una famiglia, ma l'Amore che in essa scorre" (Reyel), l'umanità intera è una grande famiglia, anche se continuiamo a non volerlo capire.

Spero di non aver divagato troppo e un abbraccio :)))

acquachiara ha detto...

Melisenda 2
letto e risposto, con qualche pagina in meno però :))))

Kleys ha detto...

in compenso le notti nel deserto sono così belle che ti torna l'energia necessaria ad affrontare un nuovo giorno di arsura...

Bianca 2007 ha detto...

FINCHE'
si calpesterà la terra il deserto sarà sepre pronto per tutti e,tutti e ognuno a suo modo,lo si dovrà attraversare,sperando sperando che me la cavi!...Ciao acqua e,che un 'oasi come un bicchiere d'acqua fresca ci sia sempre per tutti!Bianca 2007

Alberto ha detto...

GRAZIE, come sempre, caro Sensei. ;-)

Un abbraccio sincero :-)

acquachiara ha detto...

Kleis
questo è anche vero, basta trovarci la giusta poesia :)

acquachiara ha detto...

Bianca
c'è sempre un'oasi anche se smbra più difficile da trovare :)))

acquachiara ha detto...

Alberto

Grazie a te per le tue visite sempre gradite :)))