giovedì 29 maggio 2008

Sri Nisargadatta


Il dolore è fisico; la sofferenza è mentale.

Al di là della mente non c'è sofferenza.
Il dolore è solo un segnale che il corpo è in
pericolo e che ha bisogno di attenzione.
Allo stesso modo la sofferenza ci ammonisce
che la struttura delle memorie e delle abitudini che
chiamiamo "persona" è minacciata da una perdita
o da un cambiamento.

Il dolore è essenziale per la sopravvivenza del corpo,
ma nessuno obbliga a soffrire.
La sofferenza è dovuta solo all'attaccamento e alla
resistenza, mostra la nostra incapacità di andare
avanti, di fluire con la vita...
L'essenza della santità è l'accettazione totale del
momento presente, l'armonia con le cose così come
avvengono.
Un santo non desidera che le cose siano diverse da
quello che sono; egli sa che, considerando tutte le cose,
esse sono inevitabili.
Egli è amichevole con l'inevitabile e perciò non soffre.
Può conoscere il dolore, ma esso non lo frantuma.
Se può, fa quello che è necessario per ritrovare
l'equilibrio perduto... oppure lascia fare alla vita."

Sri Nisargadatta Maharaj

. . .

24 commenti:

Nella ha detto...

Wau ...

Buona serata!!!

caramella-fondente ha detto...

Per Gandhi la sofferenza è l'arma umana: «La ragione non è sufficiente ad assicurare cose di fondamentale importanza per gli uomini, che devono essere conquistate attraverso la sofferenza. La sofferenza è la legge dell'umanità, così come la guerra è la legge della giungla. Ma la sofferenza è infinitamente più potente della legge della giungla, ed è in grado di convertire l'avversario e di aprire le sue orecchie, altrimenti chiuse, alla voce della ragione. (...) La sofferenza, e non la spada, è il simbolo della razza umana».

«Il satyagraha postula la conquista dell'avversario attraverso la sofferenza nella propria persona»..."

Alberto ha detto...

Sensei, ti è mai capitato di desiderare la morte?
Se sì, come sei riuscito a uscire da quella condizione?

Solo curiosità... ;-)

Un abbraccio addolorato :-)

Anonimo ha detto...

LA SOFFERENZA
è uno dei più grossi misteri dopo la morte.Dal dolore però si può RI-nascere sempre che lo si voglia TRA-mutare in pensiero positivo.Non lo fece anche il Cristo che,annientandosi sino alla morte non accettò pure di annullare anche il divino che c'era in lui? Terribile quanto prodigiosa rappresentazione di quell'abisso profondo della scissione" (Hegel-lezioni sulla filosofia).Ma che potere terapeutico,anche! Che prodigiosa reustariazione della capacità di pensare e di desiderare in questa rude esplorazione del soffrire fino a perdere lo spirito insieme col corpo,del soffrire fino alla morte! Ecco perchè persino il Padre e lo Spirito sono mortali,annullati dall'intermediazione dell'Uomo di Dolore,il quale pensa,nella sua sofferenza fino alla morte,che essi possano RI-nascere.Nietzsche stesso non mancò di rendersi conto che questo lasciar-andare alla "kénose" dà alla morte "umana e divina" sulla croce "la libertà,il sovrano distacco,che pone la sofferenza,al di sopra di ogni risentimenyo": Infatti,l'interruzione,anche se momentanea,del legame che unisce il Cristo a suo Padre e alla vita,questa cesura,questo "iato"(semprecitando Nietzsche--Maledizione del cristianesimo),offre non solamente un'immagine,ma un racconto a certi cataclismi psichici che fanno la posta al presunto equilibrio di ogni individuo; e di conseguenza li cura.Siamo tutti e ciascuno di noi il risultato di un lungo "lavoro del negativo; nascita,svezzamento,separazione,frustrazione.E spesso l'angoscia di molte sofferenze è in QUEL PROCESSO INCOMPIUTO DI MATURAZIONE DELL'UMANO MEDIANTE UNA SERIE DI SEPARAZIONI,DIVIETI E RINUNCE,DI MODULAZIONI DELLE PULSIONI E DI SUBLIMAZIONE DEI PIACERI.Ciascuno di noi soffre se e perchè pensa "oltre",sembra dire il messaggio del Cristo; e io preciserò ;"attraverso" il corpo"; il che implica che il pensiero è un'accompagnamento e una traversata dell'angoscia.Un'altra ESPERIENZA DEL PENSARE,CHE NON è IL PENSIERO-CALCOLO,IL PENSIERO-GIUDIZIO O IL PENSIERO-ADATTAMENTO,MA IL PENSIERO com-PRESENTE AL PIACERE,FINO AL soffrire.E questo non è che un'incapacità ad annullarsi,ad uscire da sè,sconfiggere il narcisismo che blocca il volo autonomo verso la VITA.L'annientamento narcisistico e più in generale psicologico è dolore,certo; ma è anche la condizione NUOVA E MATURA per pensare,creare,e sondare tutte le ricchezze che dentro si hanno ma...bisogna volerlo e,volendolo,esserne consapevoli che, il viaggio in questa direzione,anche se scomodo e faticoso,è il solo che può permetterti di sentire,oltre la libertà acquisita, l'RMONIA attorno a te perchè in te,c'è già!
P.S.Non rileggo ma...spero che.Buona giornata a te,Acquachiara e a ogni passante che qui dimora.Bianca 2007

Nella ha detto...

Buon dì ... smack!!!

dolceamare ha detto...

ci sono giorni che si ha addosso un grande peso, dovuto a vissuti personali o per fattori esterni, sia dal mondo pi� vicino sia da notizie che arrivano da lontano.
La sofferenza fisica � terribile in certe circostanze non posso immaginare che sia giustificabile in nessun modo,eppure esiste. A volte il dolore dovuto ad una malattia rende le persone per certi versi pi� ricettive all'introspezione e alla comprensione di altri aspetti
della vita.
Ma � la sofferenza dell'anima, dell'anima che non trova pace che porta con s� un carico pesante; sempre alla ricerca di situazioni, di contatti, di illusioni. Fin che ci si accanisce e si etichettano le situazioni come piacevoli o spiacevoli non si rimane liberi dai concetti e si continuer� a provare dolore e anche l'anima soffre. Il fatto � che si ha paura del dolore, cos� come si ha paura della morte, non ci accorgiamo che negli aspetti negativi della nostra esistenza si pu� trovare la libert� bisogna trovarla, lasciar andare.......ma.....
Senza soffrenza non c'� risveglio senza morte non c'� rinascita.
Ti lancio un saluto su un timido raggio di sole e buona giornata :)

Ps.Io sono piuttosto gi� quindi per ora non sono arrivata nemmeno minimamente a trovare la "retta via".;) solo parole

ISHTAR ha detto...

Certo sarebbe bello se tutti riuscissero a capire e fare quello che in queste righe è spiegato benissimo. Non so se io ci stia riuscendo ma se penso agli ultimi 4 anni e a come mi sento felice ora, forse si!
Buon fine settimana :-)

acquachiara ha detto...

nella
solo ?? eheheh
buona serata anche a te :-)))

acquachiara ha detto...

caramella
si direi che è vero anche se non sempre facile da mettere in pratica, se facciamo riferimento a Gesù, Lui non si difese pur avendone tutti i mezzi per farlo :-)

acquachiara ha detto...

Alberto
come sei cupo, proprio desiderarla direi di no, ma chiedermi cosa ci faccio ancora quì mi capita spesso.
Il discorso è complesso perchè man mano che ti addentri in un certo percorso senti quanto sei veramente prigioniero del corpo e questo può creare problemi di permanenza in questo piano, non è il mio caso ma i Maestri illuminati si son sempre tenuti qualche legame con la materia per avere un motivo di permanenza.
Come se ne esce, pensando che se si va via senza aver finito occorre tornare e può capitare di farlo in condizioni anche peggiori e non ricordandosi delle cose fatte, quindi meglio provarci ora che mi ricordo bene le cose di questa vita :-)

acquachiara ha detto...

bianca
un po complessa come interpretazione, ma verosimile, almeno come analisi del meccanismo, in quanto lo sviluppo e la comprensione e possibile solo dopo aver percorso tutto il cammino.
Credo che qui entri in gioco la fede e l'affidarsi al percorso per uscire dal vincolo della materia :-)

acquachiara ha detto...

nella
tre super smakkete :-)))))

acquachiara ha detto...

dolceamare
bentornata :-)
se hai voglia di scrivermi una mail mi faresti piacere, visto che con i vari PC mi son perso tutti gli indirizzi.
In effetti il senso di cappa è sempre molto presente, diciamo che una maggiore sensibilità lo fa percepire anche di più.
La sofferenza fisica in genere potrebbe avere delle origini karmiche, non è mai casuale.
Sicuramente le nostre paure sono i primi provocatori di sofferenza, in realtà nell'accettazione non c'è più nessuna sofferenza, spesso l'anima trasmette questa sensazione di sofferenza ma penso che lo faccia per farci comprendere il suo progetto al quale non stiamo dando corso.
Non dimentichiamo che l'anima sceglie in funzione delle esperienze che gli necessitano per crescere senza tener conto se siano gioia o dolore per il corpo fisico.
L'accettazione degli eventi non è un fatalismo generalizzato, ma la comprensione che ci accadono le cose che ci necessitano per procedere sul nostro cammino, a volte le sappiamo interpretare altre no, ma di fondo l'atteggiamento che abbiamo nei confronti dell'evento siamo noi a sceglierlo, possiamo reagire male o come dice Nisargadatta, accettarlo e se possibile renderlo migliore.

un abbraccio

acquachiara ha detto...

ishtar
la vita insegna, ma ci sono anche cose che in qualche modo conosciamo già e quando le sentiamo semplicemente risuoniamo sulla stessa frequenza che esprimono.
L'anima iscrive nel corpo, a livello caratteriale, quelle cose che sono gia acquisite dalla sua esperienza che non necessitano di essere ripetute, per questo che ci sono comportamenti che si potrebbero definire genetici in situazioni sconosciute per l'attuale vita.

Nella ha detto...

Buon fine settimana ....
Un abbraccio solare ;))
SMACKKKK

Anonimo ha detto...

Non e' semplice scrollarsi di dosso il dolore specialmente quando ti aggredisce alle spalle senza far rumore.
Nell'ammutolimento del perche' vaghi, sembra che tutta te stessa sia racchiusa nell'accoglierlo, ogni sensazione esterna e' attutita stordita vai avanti.
Poi ti accorgi che ci devi fare i conti non potrai mai cancellarlo, tante sono le reazioni io posso dire la mia.
Ho smemorizzato i volti di chi ha ucciso mio figlio,cancellati no assolutamente.......ma il mio pen- siero e azioni hanno preso altre vie ho cercato di vedere in ogni ragazzo Renato.
Giro con madri e donne nelle scuole, spiegando la violenza e l'odio la xenofobia, uso la parola amore e fratellanza....nello stesso tempo mettendoli in guardia per tutta la violenza che e' sempre in agguato.
Questo e' quello che voglio e desidero, perche' questa che io chiamo immolazione abbia un senso.
Ci sono giorni piu' pesanti e altri piu' lievi, ma so che non posso contrastare quello che e' accaduto......il dolore piu' grande che un essere umano possa avere
stefania

acquachiara ha detto...

nella
così mi vizi, guarda che poi ci prendo l'abitudine eheheh
un abbraccio

acquachiara ha detto...

stefania
le cose sono semplici, mai facili, capisco il tuo dolore ma devi superarlo, hai fatto un progetto di vita, portalo avanti portalo avanti pensando al momento attuale, lascia che il passato riposi sopito, non dico di dimenticare ma nemmeno averlo sempre in linea :-))))

Anonimo ha detto...

Guarda che la prima cosa che ho fatto e' lasciare sopito il passato, altrimenti sarei rimasta bloccata.

Dyo ha detto...

Ma lasciar fare alla vita non è fatalismo?

acquachiara ha detto...

dyo
dipende dall'atteggiamento che si assume nei confronti degli eventi, accettare può corrispondere a comprenderne la necessità evolutiva ed elaborare l'evento di conseguenza, subirlo in modo passivo e certamente fatalismo :-)))

AnnaGi ha detto...

l'obiettivo è quello di raggiungere il giusto equilibrio tra corpo e mente. La mente ha un potenziale enorme ed influisce sia positivamente che negativamente sul nostro fisico. Ne sono esempio le malattie psicosomatiche.
Saper guardare dentro di se, trovare il proprio centro, sapersi "innalzare" non è semplice ma con un po' di esercizio (magari all'inizio seguito da qualcuno che possa instradarci) tutto poi diventa naturale e... accidenti se si sta meglio!!!
Bel blog, complimenti e grazie per la visita
:)

angeloriana ha detto...

CIAO LONTANO SEI ARRIVATO

MANU ha detto...

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Manu