domenica 13 aprile 2008

un messaggio di pace



UN MESSAGGIO DI PACE DAL
DALAI LAMA


"Per quanto grande sia la vostra
venerazione per i Maestri Tibetani
e il vostro amore per il popolo Tibetano
non dite nulla di male sui Cinesi.
Le fiamme dell'odio solo si possono
estinguere con l'amore e se il fuoco
dell'odio non si estingue è perché
l'Amore non è sufficientemente forte"

da: stazioneceleste

<§>

Non ho scelto a caso l' immagine iniziale
e non è mia intenzione sminuire la figura
del Dalai Lama ma ciò che io vedo è una
Grande Anima che non si vergogna di essere
tanto piccolo da inchinarsi di fronte a chiunque
perché considera che tutti meritano il suo gesto
per il il solo fatto che sono "esseri umani"

ac

28 commenti:

ISHTAR ha detto...

Pienamente d'accordo sia col messaggio del Dalai Lama che con la tua riflessione della sua infinità umilta!
Qualità che scarseggia sempre più, serena serata.

Anonimo ha detto...

SI,SI D'ACCORDO,
ma amare significa anche dire con semplice fermezza,, no!.E Gesù prima del Dalai Lama ce ne diede esempio.Umanità è CAPIRE non giustificare! Buona ntte ACQUACHIARA.Umanamente ho tanto sonno!...Bianca 2007

acquachiara ha detto...

ishtar

mi fa piacere trovarti d'accordo con me, possiamo anche non essere Buddisti ma il suo esempio è veramente unico :-)

acquachiara ha detto...

bianca
hai ragione, amare è sicuramente anche fermezza, ma il Dalai Lama prima che di se stesso si preoccupa del suo popolo e sa che un'azione ferma come intendi tu si trasformerebbe in una tragedia peggiore di quanto non sia oggi, non può ragionevolmente dare una motivazione che possa essere usata come un giustificazione per un massacro, quello che succede in Tibet possono oscurarlo ma il Dalai Lama e sotto gli occhi del mondo e sarebbe molto facile approfittarne.
Io cerco di non giudicare e di non giustificare, so che ogni cosa ha un senso, certamente non condivido certe azioni ma proprio per questo motivo cerco almeno di non alimentarle con la mia rabbia, pur rimanendo nella denuncia, d'altro non posso fare molto se non sostenerli con il mio pensiero ogni volta che posso :-)

caramella-fondente ha detto...

Come Gandhi, una grande anima "mahatma" Fu Tagore ad attribuire a gandhi il titolo di Mahatma (Grande Anima). A quanto pare, un suo sostenitore lo aveva chiamato così quando ancora si trovava in Sudafrica. Ma fu Tagore a lanciare il culto e cantò in una poesia 'la Grande Anima in veste mendicante', alludendo agli abiti modesti che egli stava prendendo l'abitudine di indossare. A Gandhi non piacque mai di essere chiamato così. Ma il titolo si incollò su di lui. Le masse lo accolsero come "Grande Anima" prima ancora di conoscerlo come uomo politico

acquachiara ha detto...

caramella
grandi anime, grandi uomini e grandi esempi, per fortuna la lista è lunga, non è richiesto a tutti di essere come loro ma sarebbe il caso di comprendere meglio queste vite dedicate agli altri senza la ricerca di un tornaconto personale.
Non servono gesti eclatanti ma solo la limpidezza dell'essere se stessi in ogni momento e contro ogni barriera, non è importante quello che si fa purché sia fatto con rettitudine e giustizia, semplicemente vivere nel giusto modo :-)

caramella-fondente ha detto...

Esattamente...essere consapevoli che la vita singola ha senso solo se inserita in un contesto universale....

JANAS ha detto...

pensare diversamente..in modo creativo e non distruttivo..pensiero divergente, in un mondo che tende invece a pensare convergente!

Cesco ha detto...

Ho sentito come un piccolo brivido nel leggere "non dite nulla di male dei cinesi". Nonostante le violenze, nonostante il suo popolo sia oppresso e nonostante lui stesso sia oggetto di minacce e vessazioni, non perde di vista qual'è il suo reale obiettivo, che è quello della "purezza" dell'essere umano. Il buddismo è certamente affascinante, visto con i miei occhi di ateo, perchè insegna alcuni valori fondamentali che la gente spesso perde di vista. Parlare senza pregiudizi è un operazione difficile nella società moderna, perchè siamo continuamente tartassati da media senza scrupoli che creano modelli ai quali spesso ci si affida in maniera inconscia, come ad esempio l'odio razziale insensato. Uno guarda il TG e non sente "investito e ucciso da auto pirata" bensì "rom uccide pedone alla guida di un furgone". La differenza tra queste interpretazioni è nella reazione che genera. L'odio è spesso latente dentro ognuno di noi, e basta un nonnulla per farlo affiorare. Se imparassimo qualcosa dal Dalai Lama e da chi come lui ha "bandito" l'odio, questo mondo potrebbe rinascere in una chiave migliore.

Nadir ha detto...

bisogna capire qual'è il concetto di amore che le persone hanno. Non riesco ad amare certa gente, posso non odiare, ma per amarla la strada da percorrere è ancora lunga.

acquachiara ha detto...

caramella
:-)

acquachiara ha detto...

janas

purtroppo di fondo c'è comunque un intento comune anche se va nella direzione sbagliata.
Tutte le volte che la rabbia prevale e il pensiero diventa giustizialista o peggio, anche se non si da corso a questo pensiero si è comunque creato un decreto energetico che seguirà il suo corso aggregandosi per similitudine ad altri pensieri dello stesso tipo, dando origine a forme pensiero di una certa consistenza.

acquachiara ha detto...

Cesco
Il Dalai Lama non è sicuramente l'ultimo arrivato, il suo intento primario è non creare correnti di pensiero negativo e Lui per primo non le alimenta perché certe aggregazioni possono diventare veramente pesanti a livello energetico e supportare quelle forze che pensano di trarre vantaggio da questa situazione anomala e sbilanciata, che non riguarda solo il Tibet, riguarda l'umanità intera.
I Romani dicevano "dividi e impera" più siamo impegnati a perderci nelle divisioni e meno presteremo attenzione a chi manovra sotto per controllarci dall'alto, anzi, se si diffonde la paura si possono far passare le restrizioni e tutti sono contenti che si faccia qualcosa.
Inoltre questa situazione crea in tutti quelli che si appassionano una forte dispersione di energia personale, non più disponibile per eventualmente mettersi in contrasto con chi ha veramente creato il problema.

acquachiara ha detto...

nadir
direi un concetto molto confuso, Amare nel senso più alto del termine credo possa definirsi uno stato dell'anima, ma proprio per questo perde il suo aspetto emotivo/umano per trasformarsi in qualcosa che lascia che il giusto accada in quanto necessario alla stessa evoluzione, obbiettivo primario dell'Amore Creativo stesso.
Non è facile da comprendere come per amore si possa permettere che accadano eventi tragici sul piano umano, l'evoluzione è dell'essenza o anima, il corpo è solo un mezzo, un veicolo per raggiungerla, ecco perché L'Amore che ha creato o si è diviso in tante piccole anime per Amore anela che tornino ad essere un Unico grande Amore, non sono i corpi a diventare Amore in senso assoluto anche se sono un mezzo per raggiungerlo :-)

Cesco ha detto...

Tutto vero quello che dici, ma non puoi non negare che a volte ci si possa sentire furiosi di fronte alle discriminazioni insensate di cui è pregna l'umanità. Lo stesso Ghandi, a mio avviso uno dei più grandi uomini mai esistiti, vinse la sua battaglia solo a metà, scontrandosi con i pregiudizi e l'odio nel suo stesso paese quando tentò di risolvere i problemi della casta degli "intoccabili". Il passo da fare affinchè si possano contrastare i "poteri oscuri" è troppo grande al momento, ed è stoppato ulteriormente dagli stessi limiti ideologici di chi vorrebbe opporvisi.

acquachiara ha detto...

Cesco
Una cosa è la giusta rabbia, un'altra è l'ira, la rabbia possiamo anche usarla in modo costruttivo, l'ira è deleteria sempre ma nel concetto di compassione non ci sono nessuna delle due, anche se questo non impedisce di condividere profondamente la sofferenza.
Ho pensato molto all'opera di Ghandi e credo che il suo obbiettivo primario lo abbia raggiunto, è riuscito ad accomunare categorie molto diverse nell'unico intento di liberare l'India, poi il suo insegnamento profondo non tutti lo hanno recepito allo stesso modo e i problemi interni sono tornati a confrontarsi sulle convenienze dimenticando i suoi principi ispiratori.
Io credo che il primo vero passo possibile è iniziare a cambiare se stessi, e di questo possiamo disporre in qualsiasi momento, diciamo che intanto serve a noi ma allo stesso tempo cambia la nostra energia che non correrà più in sostegno di chi ne fa un cattivo uso, questa è una cosa che ognuno di noi può fare realmente, forse una piccola goccia ma più gocce si decideranno in questo e maggiore sarà l'onda che può nascere, non servono grandi organizzazioni o scuole, ognuno può lavorare nel suo perché solo lui può cambiare se stesso, e alla fine una di queste piccolissime gocce finirà per far traboccare il vaso, non chiediamoci se sarà o no la nostra goccia quella utile, noi incominciamo a portarla :-)

Nadir ha detto...

Leggendo la risposta che hai dato a cesco, la nebbia delle mie idee si dirada un pò.
Incominciare a non odiare è già un passo, verso quella goccia :)

ciao AC

Cesco ha detto...

Quanto a quello che mi dicevi prima, non oso immaginare come sia pesante il fardello che ha il Dalai Lama. Nella sua importanza non può esimersi dall'intervenire, ma allo stesso tempo deve combattere affinchè le sue parole non generino odio in chi vorrebbe dare un aiuto alla popolazione tibetana, ma sceglie un modo sbagliato che rigenera rancore, e il rancore si nutre di se stesso.

Anonimo ha detto...

BELLO ACQUACHIARA
il tuo commento a Cesco! "E' proprio nel saggio raggiungere la pace attraverso la rinuncia.Ma se la rinuncia non sgorga dal cuore,non è duratura" (Mahatma Gandhi) E allora si che "rigera rancore".E come avrebbe aggiunto Deepak Chopra "Rinunciando alla cupidigia e al desiderio di potere che si cela in sè,scoprendo come rendere all'Amore il ruolo predominante che gli spetta.Solo attraverso la via della pace,si tornerà ad essere una potente forza vitale.La sola capace di RI-generare la vita dopo averne spazzato tutte le cellule morte.Difficile,molto difficile è il comprendere questo concetto e stato che,in una DIMENSIONE oltre bisogna portarsi ed essere! Bianca 2007

lizzy ha detto...

sono passata per un salutino, ciao

acquachiara ha detto...

Nadir
allora cercherò di soffiare forte così di nebbia non ne resta eheheh

grazie a te :-)

acquachiara ha detto...

cesco
direi anch'io che si trova in una posizione per niente facile, è prima di tutto una figura spirituale anche se nella tradizione Tibetana coincide con la conduzione del paese, credo che sia proprio questa una delle ragioni che infastidisce maggiormente, sono sempre riusciti a dimostrare con la pratica che è una situazione possibile :-)

acquachiara ha detto...

Bianca

in realtà non si tratta di rinuncia, la rinuncia per puro atto di volontà non porta elevazione, guarda il voto di castità dei preti cattolici, è la crescita che crea l'abbandono delle situazioni, semplicemente non interessano più e quale difficoltà di rinuncia posso trovare nel lasciare qualcosa che non voglio più o non mi interessa, credo nessuna.
Purtroppo molte cose in pratica non risolve solo spiegarle, vanno sperimentate, trovate analizzate e passate al setaccio del proprio discernimento, l'esperienza degli altri può essere d'aiuto a comprendere meglio la nostra ma non potrà mai sostituirla :-)

acquachiara ha detto...

lizzy
grazie per le tue visite, ultimamente il tempo è poco e non riesco più a passare a trovare tutti come vorrei :-)

Anonimo ha detto...

PRECISO,
la"rinuncia" di cui parlavo era quella di Gandhi.La mia è sottilmente diversa.RINUNCIO QUANDO IL PERCORSO INTRAPPRESO SI E' ESAURITO PER ANDARE INCONTRO AD ALTRA VITA.VITA CHE SE E'ALTRA STRADA E' PURE INCOGNITA DA AFFRONTARE CON GIOIOSITA' ANCHE SE CON IL "BATTICUORE!" Bianca 2007

streghetta ha detto...

Non basta il non odio. La condizione peggiore da sconfiggere è l' indifferenza. E se ci guardiamo in giro siamo circondati da un totale menefreghismo. Complimenti per il tuo blog..

acquachiara ha detto...

bianca
diciamo che in fondo si tratta di una sottigliezza filosofica che comunque è bene specificare :-)

acquachiara ha detto...

streghetta
benvenuta :-)

L'indifferenza è forse il male peggiore dell'umanità, ma non dimentichiamo che spesso le distrazioni sono create ad arte proprio perché meno gente se ne interessa e più c'è spazio per trafficare.
Quello che ha dato fastidio è che il Tibet ha dimostrato che si può avere degli indirizzi spirituali e condurre una nazione per secoli senza problemi, questo per i modelli oppressivi della globalizzazione non è ammissibile, meglio che nessuno sappia niente.